Bisanzio

Voci categorizzate come ‘buoni propositi’

“La Terza Roma si dilaterà sopra altri colli, lungo le rive del fiume sacro sino alle spiagge del Tirreno.”

Gennaio 30, 2009 · Lascia un Commento

Dunque: stamattina mentre leggevo i giornali, sfogliavo un po’ su internet e ascoltavo la radio mi erano venuti in mente due possibili post:

Il primo sulla candidatura di Bersani a segretario del PD, candidatura per quanto mi riguarda più che auspicabile, e mi sarei speso qualche parola per dire perché.

Il secondo era collegato ad un altro post di questo blog, intitolato “Fantasia, creatività”, e avrebbe riguardato un’analisi della strategia Apple riguardo iPhone e App Store, alla luce della notizia appena uscita della quota di mercato raggiunta da Apple in un mercato tanto frammentato quanto quello dei terminali di telefonia mobile.

Poi ho preso dal benzinaio, venendo in ufficio, EPolis dove si apre in prima a tutta pagina con la possibilità di un gran premio di Roma, da disputarsi all’Eur (ossia il luogo più famoso per le corse clandestine, hanno visto lungo!) e mi è venuta la depressione.

A Roma ci manca solo il gran premio, non bastano la Lazio e la Roma che ogni santa domenica bloccano la città, e almeno un’infrasettimanale in pieno orario di uscita dal lavoro. No. Ci vuole pure il Gran Premio che bloccherà un intero quartiere pieno di uffici. Mi sembra un’ottima idea. Ottima.

Categorie: buoni propositi · popolo bue
Messo il tag: , , , , , , , , , , ,

Se, lallero!

Settembre 19, 2008 · Lascia un Commento

Prima parte del post, di servizio: scrivo poco ultimamente. Ed è un fatto. Questo effettivamente dipende anche dal fatto che scrivere per me è uno sforzo (come per molti), non nel senso intellettuale, ma nel vero senso dello scegliere l’argomento, per evitare di essere ripetitivo e dire cose già dette dal 90% dei blogger d’Italia o del mondo (o della blogosfera, che sarebbe poi quella sfera che ci viene rotta ogni volta che leggiamo le stesse polemiche su innumerevoli blog differenti, da ‘na parte e dall’altra). Quindi mi tocca scegliere e prima di scrivere, non usando il blog come il mio vomitino e sfogo di frustrazioni personali, la scelta a volte è difficoltosa. In realtà scrivo poco anche perché ho molto da fare, e non è necessariamente una cosa negativa. Perdonatemi se ogni tanto passano diversi giorni senza che io non pubblichi una riga.  

Ho veramente parecchie cose da dire e non so se spiattellarle in diversi post, forse sarebbe meglio.

Un piccolo sommario: Microsoft ha fatto una campagna azzeccata, che linkiamo qui sotto (metto un solo spot ma qui potete vederli tutti e tre), perché ha ribaltato il campo rispetto ad Apple. Erano più di vent’anni che non succedeva, nel senso che non è mai successo, ed è chiaro che dipende molto dal fatto che Apple è in una fase molto positiva. La concorrenza genera creatività, genera prezzi più onesti per i consumatori, genera un mercato “divertente”. Tutti ci guadagniamo, con la concorrenza, e addirittura Microsoft riesce ad apparire simpatica.

In occasione della Blogfest la blogosfera ombelicale italiana s’è messa a polemizzare su una scemenza detta da un direttore creativo di una multinazionale di comunicazione (se ho ben capito) – direttore creativo che fa ancora presentazioni in powerpoint che manco in un convegno d’avvocati e che ha un fascino nel parlare che riesce ad essere noioso dopo venti secondi, inoltre sembra un luogo comune vivente appena uscito dagli anni 80) – e un altro geniaccio che gli ha risposto. Una polemica fra persone intelligenti a quanto pare. Il risultato è stato che altre persone, la cui intelligenza non è in discussione, non si sono limitati alla cronaca ma si sono aggiunti alla polemica parteggiando per l’uno o per l’altro, arrivando anche a spostare l’argomento di discussione perculando uno dei due per le sue scarse capacità linguistiche peraltro da lui vantate (sta cosa a Bordone non gliela perdono proprio, perché il personaggio resta ridicolo ma non si parlava d’altro rispetto a lui? E’ un po’ come dire a qualcuno che comunque lui di astrofisica non sa nulla sebbene dica di saperne: se l’obiezione da lui sollevata non c’entra con l’astrofisica che cazzo ce ne frega a noi delle sue capacità di scrutare l’universo?) E quindi giù a polemizzare e ad annoiarci. Peraltro la cosa è anche peggiorata in questo post dove sostanzialmente – chiudendo i commenti  - non si sa se apostrofa a sfigati tutti i partecipanti alla polemica, quelli che lo hanno criticato, la blogosfera (quella rotta) tutta, o chi altro. Non m’è parso uno splendido gesto. Capisco il rodimento ma nella polemica ti ci sei messo tu, e ti tocca subirne le conseguenze: “è il web 2.0, babe”. Dico questo non perché penso che Bordone sia uno stronzo, ma semplicemente perché m’è spiaciuto, non m’è sembrato il proprio il migliore dei gesti possibili. Non voglio nemmeno sapere se è amico della Lucarelli o di qualcun altro, che già ogni tanto a leggere certi blog e a conoscere certe amicizie vien la voglia di vomitare a vedere come taluni – non parlo di Bordone – non cerchino altro che di difendere il loro orticello costruito con anni di amicizie e relazioni intessute. Questo mi aspetterei da persone intelligenti – poiché lo sono intelligenti – ma evidentemente navigo nella mia ingenuità.

Ultima delle cose che ho notato: ma Attivissimo, il Disinformatico, fa disinformazione? No perché tempo fa ho ascoltato una puntata del suo podcast in cui parlava del problema dello store musicale di yahoo che ora chiude e che lascia i suoi acquirenti senza alcuna possibilità di continuare ad ascoltare gli mp3 acquistati. Yahoo ha consigliato di masterizzare gli mp3. Attivissimo in radio ha detto: “ma scusate prima non era pirateria?”. Attivissimo, ti stimo e di molto soprattutto per il tuo lavoro contro quel filmaccio che è Zero (e ho avuto modo di dirtelo al volo lo scorso anno alla Festa del Cinema di Roma), ma quando mai è stata pirateria masterizzare gli mp3 acquistati? Non conosco nello specifico la licenza di Yahoo, ma per quanto riguarda iTunes per esempio puoi masterizzare per ben 5 volte una playlist in quell’ordine (quindi un album, che ha chiaramente un ordine stabilito) e infinite volte in infiniti ordini differenti. Di che parli allora?

Ma non finisce qui: ho ascoltato altre puntate del suo podcast e anche lì non ho avuto modo di rimanerci sempre benissimo. Ho notato un’altra cosa, riguardo Apple e iPhone. Nella puntata del 16 o 17 settembre parla dell’uscita del firmware 2.1. Cosa dice? Dice che Apple ripara varie falle tra cui quella che permetteva di scavalcare il PIN (notare il PIN) e accedere ai contatti etc etc. A quanto ne so io, ma potrei sbagliarmi, quella falla permetteva di scavalcare non tanto il PIN, quanto il codice di blocco che si imposta sull’iPhone che è diverso dal PIN dell’accensione. Potrei sbagliarmi eh, ma ovunque non ho mai letto di PIN scavalcati. Purtroppo ho aggiornato l’iPhone e non posso verificare replicando il bug con il PIN.

Quest’è. In realtà avrei molto da dire anche sul mio giro francese, se ci riesco entro il w/e, altrimenti la prossima settimana.

Categorie: Accapigliamenti · Adv · Naufragi internettiani · buoni propositi · iPhone · popolo bue
Messo il tag: , , , , , , , , , , , , ,

In sospeso

Agosto 8, 2008 · Lascia un Commento

 

Nullriver, l'azienda che produce Netshare

Nullriver, l'azienda che produce Netshare

Domani anche io me ne andrò qualche giorno in ferie, quello che lascio in sospeso:

Né la Nullriver né la Apple, hanno rilasciato comunicati riguardo Netshare, il programma per la condivisione del traffico web dall’iPhone verso il proprio computer. E’ una buona notizia solo perché non è una notizia. Il sito web della Nullriver recita:

 We’ve finally gotten in contact with Apple. Looks like the lack of communication was due to automated e-mail systems being employed on both ends, which resulted in e-mails being lost in transit. We’re working with Apple to get NetShare back up on the AppStore.

E’ già qualcosa. Innanzitutto non è un no. Penso che per settembre gli ansiosi del tethering per iPhone saranno soddisfatti. Se non fosse stato fattibile, suppongo, ce l’avrebbero già detto.

Apple non ha pubblicato il firmware 2.1, quello per cui si diceva che il gps avrebbe avuto rilevanti novità. Eppoi è stato smentito. Partirò con iPhone e TomTom One, un apparecchio in più di cui avrei potuto fare a meno.

Nessuno si è ancora inventato un’applicazione (forse non è permesso) per prepararsi delle mappe di google maps da scaricare e poi farle usare all’iPhone (per l’estero, quando il roaming costa parecchio).

Questi sono i miei due punti sospesi.

Le tariffe di roaming dati di Vodafone e TIM fanno ridere (ok, ne vogliamo sempre di più, non ci accontentiamo mai, e soprattutto già è tanto avere tariffe minimamente decenti per iPhone, lo so), soprattutto perché trovo pazzesco che nel 2008, con Schengen etc etc si consideri ancora “particolare” che uno faccia avanti e indietro con un dato paese, per lavoro o per affetto, con tutto lo scambio di schede necessario per evitare di trovarsi senza un soldo. Lo so, è un po’ una scemenza o almeno suona tale, ma mi vien da dire che l’Europa unita è anche questo, smettere di considerarsi stati separati, anche per la telefonia cellulare (no, davvero, suona troppo come una cazzata, ma non lo è, pensiamoci bene, non vorrei avere l’impressione di uscire dalla mia nazione passato il confine con la Francia o l’Austria).

Detto questo, dato uno sguardo alle statistiche del blog (c’è stato un momento che si cresceva parecchio, ma tutti cercavano tethering per iPhone, è durata solo un giorno), direi che ci si legge dopo il 20 agosto. Buone vacanze!!

Misterfool

Categorie: buoni propositi · iPhone
Messo il tag: , , , , , , , , , , , , ,

Acqua zuccherata e rivoluzioni

Luglio 31, 2008 · Lascia un Commento

Quello che sto pensando da qualche giorno avendo in mano il mio iPhone (e prima il mio iPod touch, ma non ne percepivo la portata rivoluzionaria allo stesso modo) è quanto c’è ancora di innovativo, di futuribile, nell’informatica. E quanto, futuribile o no, può essere bloccato dalle nostre paure di violazione di privacy e tutto il resto, ma magari di questo ne parliamo più avanti.

Ogni tanto mi rimetto a pensare agli anni 70. Non che ne sia nostalgico (peraltro sono dell’80) ma mi viene in mente che periodo che era. Musicalmente, finiti gli anni Sessanta, ci si trovava con l’ondata di innovazione dei Beatles lì a portata di mano e tutto il resto di cui ora non sto a parlare perché tanto lo sapete. E se non lo sapete filate a studiare. Culturalmente e politicamente finito il Sessantotto e tentandone di filtrare i contenuti ci doveva comunque essere in giro un’aria tutta particolare. Lasciando perdere la retorica del periodo sto pensando più che altro agli esperimenti tipo Primavera di Praga. In ultimo il pensiero corre a luoghi della mente ma soprattutto fisici che in qualche modo hanno lasciato il segno. Londra. La California non tanto di Los Angeles quanto quella di San Francisco, per esempio. In questo panorama vediamo nascere delle figure che ormai sono rimaste mitiche nelle menti di molti di noi. Praticamente delle rockstar. Nomi, Wozniak, Jobs, Gates, di miliardari. Alcuni di questi con una visione. Ecco, non voglio scrivere il solito pezzo che racconti delle avventure, degli scazzi, degli upside down di questa gente. Voglio solo ripensare a come, in questo scenario, ci potessero essere delle visioni quasi mistiche di cambiamento del mondo.

Basta così, che se ne parla e se n’è parlato fin troppo.

Ritorniamo un momento all’iPhone: la portata rivoluzionaria di un oggetto di questo tipo c’è ma non si vede. C’è nell’aver fatto da cavallo di Troia per un passo importante per tutti noi, almeno nel mondo occidentale. Ossia la possibilità, nonostante le spremiture degli operatori mobili – o almeno cercando di superare dette spremiture – di avere davvero internet nella tasca interna della giacca. Sto pensando a quanto ancora si può fare e a quale indotto genera tutto ciò. Sto pensando al fatto che mi son sempre detto che “era un periodo magico, quello dei ‘70″, e invece non è affatto vero, nessun periodo magico. Spuntavano nuove tecnologie, spuntavano i computer. Ora non spunta nulla, se ci pensiamo tutte le tecnologie che usiamo oggi sono evoluzioni di quelle tecnologie. Non è più possibile avere visioni rivoluzionarie.

E invece non è vero, la rivoluzione è ancora da compiere definitivamente. E la fetta di mercato è enorme. Questo è il capitalismo che – lo ammetto – mi entusiasma. Quello che mi piace, quello per cui giustifico manie dei consumi e anche un certo ribrezzo per questa società. Quel capitalismo portatore di visioni “alternative”. Nessuno di noi, in questo Paese come altrove, ha probabilmente velleità imprenditoriali tali da potersi pensare come “Steve Jobs del terzo millennio” (e per fortuna, perché sarebbe ridicolo), ma quel che è vero è che c’è tanto, ancora, tantissimo spazio per innovare e portare sensibili modifiche alla vita di tutti i giorni di ognuno di noi. In meglio. Anche nell’ottica del consumismo, perché no. Migliorare l’accesso ai consumi, detta così suona molto meglio. Resta il problema che questo discorso è purtroppo valido solo per una parte del mondo, ma non è questa la sede per parlarne, e comunque non è un problema che né io né nessuno di voi può decidere di risolvere dall’oggi al domani. Quello che voglio dire e rimarcare è che oggi come oggi “il futuro” è ancora lì dentro: in questi mattoncini che ci fanno da interfaccia per un mondo intero, nel software e in quanto tutto ciò è ancora integrabile. Ci sono ancora spazi enormi da riempire, e trovo assurdo che in Italia ci sia così poca gente con la voglia di riempirli. Pochi maledetti e subito, qui da noi, mentre fuori, davvero, si innova, capendo che l’investimento migliore è quello sul lungo periodo, quello frutta. Guardate Youtube.

Forse è perché da noi non esistono i capitali di ventura. Forse non ci sono le idee né le competenze. O forse perché manca la circolazione delle informazioni fra gli imprenditori. Da imprenditore quale sono ho tentato di contattare una certa azienda che offriva un certo servizio sul web per un tot di tempo, non ci sono riuscito, non c’è stato modo. Il contatto doveva servire ad espanderci reciprocamente, offrendo un servizio di integrazione dei loro servizi. E’ un vero peccato. A prescindere dalla mia esperienza chissà se questo Paese in questo senso prima o poi si sveglierà. Poi pensi a questi ragazzi di nemmeno trent’anni con una SPA della madonna sulle spalle, nata in un garage – tutta la sfilza di retorica a piacimento – e un po’ ti deprimi.

La vita informatica di ciascuno di noi, a partire dalle interfacce a concludersi con l’uso quotidiano è appena iniziata. Speriamo che prima o poi anche l’Italia tiri fuori idee con le palle e capisca, piuttosto che passare soldi a politici o amministratori, quanto è importante, nel confronto con il mondo esterno, con l’Europa per esempio, quanto sono necessari capitali per ricercare e sviluppare idee.

Categorie: buoni propositi · monologhi interiori
Messo il tag: , , , , , , , ,

Tendenzialmente

Luglio 23, 2008 · Lascia un Commento

Tendenzialmente io vorrei scrivere su questo blog principalmente dall’iPhone (o dall’iPod Touch almeno per il momento). E’ che tanto pezzoni lunghi lunghi ultimamente non trovo proprio il tempo per scriverli. Poi non è certo il primo blog che apro e lascio a morire. Il mobile bloggin’ invece mi affascina, perché non ho mai modo, davvero, di fissare foss’anche uno delle centinaia di pensieri che si affacciano alla mente.

In questo mi sembra che l’iPhone potrebbe darmi un aiuto consistente. Il che potrebbe anche essere, eh.

Categorie: buoni propositi
Messo il tag: ,