oh beh, insomma, auguri di buon anno.
Voci categorizzate come ‘monologhi interiori’
Dove vogliamo andare?
Dicembre 23, 2008 · Lascia un Commento
Evidentemente abbiamo davvero perso la bussola.
Diverse persone, nel leggere questi miei interventi su questo blog, o nell’ascoltarmi in conversazioni e in chiacchere in tre dimensioni, mi hanno chiesto per quale motivo non porti le mie istanze, o le mie riflessioni all’attenzione di qualcuno nel PD.
Al netto del fatto che più o meno credo che quello che scrivo e quello che dico non sia tanto diverso da quello che pensano, scrivono, dicono tanti altri elettori decisamente delusi (e diciamo probabilmente elettori sotto i 35 anni), al netto di tutto questo c’è da dire che da una parte l’infrastruttura PD mi sembra estremamente distante da me e non ho davvero la più pallida idea di dove andarmela a cercare.
Dall’altra non ci siamo a vicinanza anche per una certa quantità di altre questioni. Forse non sono un vero e proprio elettore del PD.
Mi considero distante da un certo genere di riflessioni che, mi pare, rifiutino di prendere atto dello stato delle cose, ossia che vi è un gran bisogno, a sinistra, di sentire una differenza di statura nella classe dirigente proposta. E che buona parte di questa statura risiede nella parola onestà, irreprensibilità, se così si può dire.
Non è che si può dire che non esiste un partito degli onesti perché adesso ci colgono con le mani nella marmellata. Serve un fottutissimo lavoro sulla classe dirigente che proponiamo al Paese, anche se questo Paese si chiama Roccacannuccia, che garantisca che le persone elette siano in grado di mantenersi su un grado molto elevato di onestà. E non c’entra niente – questa morale – con quella religiosa. E’ molto più vicina alla vita politica nella Grecia o Roma antica, per dire.
Lo dico e lo ripeto: il tratto, la grande differenza, la prima coordinata che permette a me e a tanti altri come me di sapere per chi votare è proprio questo: sapere che il mio voto andrà ad una persona che gioca la propria credibilità politica sulla possibile sua condotta civile e morale, e, chiaramente, morale. E non esiste paracadute di seggi europei. Niente di tutto questo. Chi non ci sta è fuori.
Non mi sembra così particolarmente complicato, penso ce la possa fare anche la classe dirigente del PD ad arrivare a gestire in questo modo i propri candidati.
Il pensiero in tutto questo è piuttosto lineare, e avrebbe diversi effetti collaterali. Comporterebbe il rinnovamento della classe dirigente, in maniera del tutto automatica e senza personalismi, e sarebbe un forte, un prepotente segnale verso gli elettori.
E forse potrei riprendere a votare PD, e come me tanti altri.
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E ora fuori.
Dicembre 16, 2008 · 2 Commenti
Chissà cosa fa pensare a tanti giovani o meno giovani consiglieri del Partito Democratico che la sconfitta in Abruzzo dipenda dall’alleanza con Di Pietro (che però stranamente continua a guadagnare punti) e non dallo schifo che è venuto fuori con la scorsa presidenza. E quello che sta continuando a venire fuori. E non dallo schifo che è venuto fuori su Napoli. E non dallo schifo che è venuto fuori su Genova. E non dallo schifo che è venuto fuori su Firenze. Che faccio continuo?
Trovo che sia un po’ troppo semplice dire “non c’è due senza tre”.
Quello che penso, e probabilmente la mia analisi politica è anche un po’ rozza poiché sicuramente non tiene conto di un bel po’ di cose – che o non so o non voglio sapere che è meglio – è che questo Partito Democratico ha bisogno di trasmettere un’aria completamente diversa. Anche sotto il profilo della moralità politica. S’è perso il senso della differenza fra destra e sinistra, e anche fra onestà e disonestà, tra le due parti politiche. E non basta l’alleanza con Di Pietro a ripulire le anime di queste persone.
E’ inutile sbattere le mani sul tavolo e continuare a ripetere strillando “noi siamo di sinistra”, “noi siamo onesti”. No, non lo siete. E se conosco io i motivi della disonestà anche di uomini del Partito Democratico, penso che ormai li conoscano buona parte dell’elettorato Democratico.
Ho ventotto anni e le prove tecniche di governo degli uomini del PD non mi sono piaciute affatto. Vedo la mia città, Roma, governata per 15 anni dal centrissimosinistra, e per sette dall’attuale leader del PD, distrutta, patria di centri commerciali, con quartieri dormitorio dove non è previsto tessuto urbano per creare dei cittadini e non dei consumatori. Si imita Parigi per la Notte Bianca ma non per Bercy, evidentemente costa troppo.
Questa è Roma dopo l’amministrazione Rutelli – Veltroni. E’ anche la città dell’asfalto sempre distrutto, delle buche ad ogni piè sospinto (e non ci vuole un genio per cambiare la ditta che fa la manutenzione, no?), e della discarica di Malagrotta con tutti i privilegi che ne conseguono. E chissà quante altre che non so, o non mi ricordo.
Questi uomini non hanno saputo interrompere, o anzi hanno addirittura creato, giochi di potere, e di poteri piuttosto zozzi, sono gli uomini che hanno riconfermato Di Carlo (l’assessore regionale dimissionario per i fatti di Malagrotta, che poi è stato al Comune di Roma come presidente mi pare ATAC e come assessore al traffico per anni), sono uomini che non hanno saputo portare un’idea a Roma, se non quella del rossetto al maiale attraverso i festival del cinema e le case di tutte le arti e mestieri. E lo dico essendo uno che lavora nello Spettacolo, quindi dovrei essere felice di cotanta attività artistica in città.
Non credo ad una delle parole di speranza e di positività del Sig. Veltroni, che ormai ha perso agli occhi del mondo e del suo elettorato una qualunque parvenza di credibilità, anche come leader di un partito che ormai perde pezzi dopo pochi mesi dalla nascita. La grande forza Democratica si sfarina, e più si sfarina lui insiste su questa grande forza che evidentemente, se c’è, non è in grado di esaltare, di guidare, di accentuare, di sostenere, sospingere…
Auspico un cambio di leadership di questa gente, voglio persone a cui posso credere se mi fanno lo stesso discorso di Veltroni. Voglio persone con un valore politico e di leadership, voglio persone che non abbiano fatto favori a gente di dubbia moralità. Voglio persone che anche nei fatti portino avanti un’idea di mondo differente dalla cementificazione, dai Porta di Roma, dai RomaEst e Euroma, per poi trovarci una città in ginocchio dopo una settimana o poco meno di pioggia.
La leadership di Veltroni, come dice giustamente Gilioli, non può essere ancora legittimata dalle finte primarie dello scorso anno. E’ passato un mondo nel frattempo. E’ successo di tutto. Il PD ha perso la Capitale, dove governava, di fatto, da quindici anni. Vuol dire solo una cosa: che hai lavorato male.
C’è bisogno di un atto di rinnovamento, innanzitutto, proprio per ripulire la classe dirigente ormai troppo compromessa. Compromessa è la giusta parola.
Allora potrò riprendere a votare PD. Altrimenti, nel frattempo, hanno perso anche il mio voto.
Quindi non ci affrettiamo a buttare la croce addosso a Di Pietro, che sarà rozzo, sarà furbo o populista, ma quantomeno porta avanti una politica chiara, netta e definita, anche sotto il profilo dei “valori”. Politicamente e comunicativamente, al momento, vale mille Veltroni.
P.S. Ecco, tutto questo l’ha sintetizzato, ancora una volta, perfettamente, Gilioli, in questo post.
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Daje
Dicembre 13, 2008 · Lascia un Commento
Che forse decido di riprendere a postare..
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Dilettantismo
Ottobre 10, 2008 · Lascia un Commento
La parola di oggi è: dilettantismo.
Dilettantismo vostro che pensate di vivere in un mondo dove potete fare tutto quello che vi pare, dove la parola non costa nulla, dove la vostra parola non vale nulla tanto ne avete abusato.
Dilettantismo del vostro modo di fare, fatto di illusioni e di prese in giro.
Dilettanti, che sperate di fare i soldi, schiacciati dalla vostra stessa mediocrità, dal vostro occhio da pesce lesso. Dilettanti, dilettanti dilettanti dilettanti.
Non siete altro, non sapete fare altro che vivere nel vostro piccolo piccolo mondo, e che rimanga piccolo, che se diventa più grande vi tocca imparare a rinunciare al vostro piccolo potere.
Perché i vostri piccoli imperi fatti di piccole cose, di straccetti da vendere a 400 euro, sono nulla rispetto alle vagonate di soldi che vi vedete passare davanti, e decidete di cibarvi di quelle briciole perché non avreste altro modo di vivere.
Dilettanti, fatti di cappuccini sbagliati, di riunioni richieste per progetti inutili, che non vi schifate di voi stessi a far lavorare la gente per nulla, per niente di niente.
Piccoli omuncoli abituati a vivere da nababbi, dai piccoli nababbi che siete, mediocri, senza alcuna ambizione, che non sanno cosa sia il rispetto. Il rispetto per il lavoro degli altri, per le idee degli altri.
Piccoli piccoli piccoli omuncoli senza alcuna ambizione, senza nulla in tasca e in mano, con i vostri piccoli sogni borghesi, lasciateci stare a noi che pensiamo in grande, non ci tenete legati in basso, ancorati ad un mondo che non ci piace, che non ci diverte, che ci frustra tutti i giorni, tutte le mattine.
Avete contagiato financo il mondo intero con la vostra piccola mediocrità.
Dilettanti, professionisti del savoir faire e del savoir dire, professionisti della menzongna, lasciate che le nostre ali spicchino il volo.
Lasciateci perdere, dilettanti, tornate al vostro porcile.
Al vostro piccolo impero di nababbi falliti, tornate alle vostre piccole aspirazioni fatte di volantini e di voti, alle vostre botteghe, ai vuoti oscuri delle vostre menti senza più fiducia né rispetto.
Lasciateci andare, lasciateci lavorare, lasciateci cambiare il mondo.
Dilettanti, che tutti i giorni inchiodate le nostre ambizioni ad una croce fatta delle vostre sicurezze, dilettanti che campate sul tenerci domati.
Inutile piccola gente.
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La classe non è acqua
Ottobre 1, 2008 · 2 Commenti
Torno a scrivere dopo un po’. E torno a scrivere piuttosto schifato.
Dunque: personalmente leggo alcuni blog, non molti per ragioni di tempo e perché veramente certe volte i blog sembrano appartenere ad un mondo tutto loro, dove l’unica cosa importante è darsi di gomito.
I blog che leggo sono: Wittgenstein, Freddy Nietzsche, Sasaki Fujika, Un posto dove appendere il cappello. Questi davvero difficilmente me li perdo quotidianamente. Poi ce ne sono alcuni altri che non elenco. Ogni tanto c’è Macchianera.
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French Kiss
Settembre 9, 2008 · 2 Commenti
Sarò fuori qualche giorno, ve lo dico prima, quindi non aggiorno il blog fino a lunedì almeno
Buon tutto, godetevi iTunes 8, maledizione!
P.S. se qualcuno mi fa sapere se il firmware 2.1 porterà ciò che già iPod Touch nuovo avrà (Genius e altra roba con le playlist) su iPhone, mi fa un gran favore.
Buon w/e!
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Ci siamo
Settembre 9, 2008 · Lascia un Commento
Ebbene, questione di minuti ormai. Alle 19.00 ora italiana inizierà il keynote. Io personalmente lo seguirò sul live blog di macity, visto che sarò in giro da metà keynote.
Non so cosa aspettarmi, e generalmente mi lascio meravigliare dalle meraviglie del cappello di Jobs ma, buttando lì delle ipotesi:
- Gps su iPhone con programmi di navigazione (questa ci spero, ma non ci sono rumors in merito, e non è un buon segno) tipo TomTom. In realtà basterebbe una revisione del contratto di sviluppo affinché si possa fare, quindi boh.
- Annuncio del tethering su iPhone, non sarebbe malaccio.
- iTunes 8 ripensato. Nel senso che la struttura di base del software ha i suoi anni, sebbene non li dimostri. Chissà che la major release non li porti ad averci portato qualcosa di veramente nuovo.
E’ una lista di desiderata, non di cose realistiche. Ci saranno i nuovi iPod Nano, e parecchi altri prodotti. Ma siccome non li desidero non ce li metto
Cose che non avverranno, purtroppo:
- supporto per i film anche in Italia. Ah anche serie tv e altro. Conseguente entrata nel mercato dei film su iTunes anche di case indipendenti Europee e non solo delle major.
- Abbonamento iTunes: 10 € al mese potrebbe essere un’idea. 30 € al mese per me son troppi. E comunque è assolutamente necessario che i brani non siano “a noleggio”, ma che siano come adesso una volta acquistati (ossia non una cosa come napster).
Eppoi, chiaramente, one more thing… Non so perché ma sento puzza di “ancora una volta sono arrivati primi”.
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Don’t be evil
Settembre 3, 2008 · 7 Commenti

Io voglio vedere, dopo gli entusiasmi di ieri di repubblica e degli altri, quanto ci metteranno ora a dire che “Google ruba il contenuto dei suoi utenti”, soltanto perché qualche solerte giornalista si andrà a leggere (chissà quando) la licenza di Google Chrome che recita al punto 11.1:
11.1 You retain copyright and any other rights you already hold in Content which you submit, post or display on or through, the Services. By submitting, posting or displaying the content you give Google a perpetual, irrevocable, worldwide, royalty-free, and non-exclusive license to reproduce, adapt, modify, translate, publish, publicly perform, publicly display and distribute any Content which you submit, post or display on or through, the Services.”
A me l’hanno segnalata fin qui, e m’era preso un colpo. Dunque sono andato a questo indirizzo e me la sono letta tutta. La licenza continua, infatti dicendo:
“This license is for the sole purpose of enabling Google to display, distribute and promote the Services and may be revoked for certain Services as defined in the Additional Terms of those Services.”
Ah, ecco, beh è decisamente un’altra cosa. Eppure sulla rete già gira l’informazione sbagliata, e temo che qualche giornalista a caccia di scoop si “dimenticherà” di citare tutto il comma della licenza per intero.
Aggiornamento: Google ha cambiato la licenza (peccato: repubblica.it non potrà fare il suo articolo!) che ora recita solamente:
11. Content license from you
11.1 You retain copyright and any other rights you already hold in Content which you submit, post or display on or through, the Services.
(immagine da http://bonkbonk.wordpress.com/)
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Roma, provincia di Beirut
Agosto 5, 2008 · Lascia un Commento
Dal Guardian di Agosto 2009
Roma appare livida, di mattina, al sorgere del sole. Le strade sono ancora semivuote e un’aria di pseudonormalità pretende di farla da padrona mentre la città si sveglia. Molti dei suoi abitanti ancora si recano al lavoro, la maggior parte di loro hanno fatto i bagagli in tempo, altri si chiudono in casa e vivono con i pochi soldi rimasti, spaventati come sono dai grossi fuochi lungo le strade. Viale Regina Margherita, la strada che prosegue viale Parioli e porta fino al quartiere di San Lorenzo, è interrotta a metà da barricate, più o meno all’altezza di Piazza Buenos Aires, che un tempo veniva amichevolmente chiamata Piazza Quadrata. Da una parte vi è la Roma normale, dall’altra quella che non ci sta. Il quartiere San Lorenzo è completamente isolato da quando, verso la fine di agosto dello scorso anno, risultando un quartiere in piena emergenza sicurezza, hanno provato a occuparlo propriamente con qualche colonna di carri. La cittadinanza, anche quella più anziana, si è come improvvisamente risvegliata e, rivivendo quasi le immagini dell’occupazione nazista e del quartiere ferito, come un sol uomo scese per strada per erigere barricate non appena fu dato l’ordine. Quest’isolamento, però, non potrà durare ancora a lungo. (continua…)
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