Archivi del mese: luglio 2008

Acqua zuccherata e rivoluzioni

Quello che sto pensando da qualche giorno avendo in mano il mio iPhone (e prima il mio iPod touch, ma non ne percepivo la portata rivoluzionaria allo stesso modo) è quanto c’è ancora di innovativo, di futuribile, nell’informatica. E quanto, futuribile o no, può essere bloccato dalle nostre paure di violazione di privacy e tutto il resto, ma magari di questo ne parliamo più avanti.

Ogni tanto mi rimetto a pensare agli anni 70. Non che ne sia nostalgico (peraltro sono dell’80) ma mi viene in mente che periodo che era. Musicalmente, finiti gli anni Sessanta, ci si trovava con l’ondata di innovazione dei Beatles lì a portata di mano e tutto il resto di cui ora non sto a parlare perché tanto lo sapete. E se non lo sapete filate a studiare. Culturalmente e politicamente finito il Sessantotto e tentandone di filtrare i contenuti ci doveva comunque essere in giro un’aria tutta particolare. Lasciando perdere la retorica del periodo sto pensando più che altro agli esperimenti tipo Primavera di Praga. In ultimo il pensiero corre a luoghi della mente ma soprattutto fisici che in qualche modo hanno lasciato il segno. Londra. La California non tanto di Los Angeles quanto quella di San Francisco, per esempio. In questo panorama vediamo nascere delle figure che ormai sono rimaste mitiche nelle menti di molti di noi. Praticamente delle rockstar. Nomi, Wozniak, Jobs, Gates, di miliardari. Alcuni di questi con una visione. Ecco, non voglio scrivere il solito pezzo che racconti delle avventure, degli scazzi, degli upside down di questa gente. Voglio solo ripensare a come, in questo scenario, ci potessero essere delle visioni quasi mistiche di cambiamento del mondo.

Basta così, che se ne parla e se n’è parlato fin troppo.

Ritorniamo un momento all’iPhone: la portata rivoluzionaria di un oggetto di questo tipo c’è ma non si vede. C’è nell’aver fatto da cavallo di Troia per un passo importante per tutti noi, almeno nel mondo occidentale. Ossia la possibilità, nonostante le spremiture degli operatori mobili – o almeno cercando di superare dette spremiture – di avere davvero internet nella tasca interna della giacca. Sto pensando a quanto ancora si può fare e a quale indotto genera tutto ciò. Sto pensando al fatto che mi son sempre detto che “era un periodo magico, quello dei ’70”, e invece non è affatto vero, nessun periodo magico. Spuntavano nuove tecnologie, spuntavano i computer. Ora non spunta nulla, se ci pensiamo tutte le tecnologie che usiamo oggi sono evoluzioni di quelle tecnologie. Non è più possibile avere visioni rivoluzionarie.

E invece non è vero, la rivoluzione è ancora da compiere definitivamente. E la fetta di mercato è enorme. Questo è il capitalismo che – lo ammetto – mi entusiasma. Quello che mi piace, quello per cui giustifico manie dei consumi e anche un certo ribrezzo per questa società. Quel capitalismo portatore di visioni “alternative”. Nessuno di noi, in questo Paese come altrove, ha probabilmente velleità imprenditoriali tali da potersi pensare come “Steve Jobs del terzo millennio” (e per fortuna, perché sarebbe ridicolo), ma quel che è vero è che c’è tanto, ancora, tantissimo spazio per innovare e portare sensibili modifiche alla vita di tutti i giorni di ognuno di noi. In meglio. Anche nell’ottica del consumismo, perché no. Migliorare l’accesso ai consumi, detta così suona molto meglio. Resta il problema che questo discorso è purtroppo valido solo per una parte del mondo, ma non è questa la sede per parlarne, e comunque non è un problema che né io né nessuno di voi può decidere di risolvere dall’oggi al domani. Quello che voglio dire e rimarcare è che oggi come oggi “il futuro” è ancora lì dentro: in questi mattoncini che ci fanno da interfaccia per un mondo intero, nel software e in quanto tutto ciò è ancora integrabile. Ci sono ancora spazi enormi da riempire, e trovo assurdo che in Italia ci sia così poca gente con la voglia di riempirli. Pochi maledetti e subito, qui da noi, mentre fuori, davvero, si innova, capendo che l’investimento migliore è quello sul lungo periodo, quello frutta. Guardate Youtube.

Forse è perché da noi non esistono i capitali di ventura. Forse non ci sono le idee né le competenze. O forse perché manca la circolazione delle informazioni fra gli imprenditori. Da imprenditore quale sono ho tentato di contattare una certa azienda che offriva un certo servizio sul web per un tot di tempo, non ci sono riuscito, non c’è stato modo. Il contatto doveva servire ad espanderci reciprocamente, offrendo un servizio di integrazione dei loro servizi. E’ un vero peccato. A prescindere dalla mia esperienza chissà se questo Paese in questo senso prima o poi si sveglierà. Poi pensi a questi ragazzi di nemmeno trent’anni con una SPA della madonna sulle spalle, nata in un garage – tutta la sfilza di retorica a piacimento – e un po’ ti deprimi.

La vita informatica di ciascuno di noi, a partire dalle interfacce a concludersi con l’uso quotidiano è appena iniziata. Speriamo che prima o poi anche l’Italia tiri fuori idee con le palle e capisca, piuttosto che passare soldi a politici o amministratori, quanto è importante, nel confronto con il mondo esterno, con l’Europa per esempio, quanto sono necessari capitali per ricercare e sviluppare idee.

Le apps per iPhone che ho provato

L’ho postato su un paio di newsgroup, e a questo punto lo riciclo anche per qua 🙂

A breve sto maturando un post sull’iphone, il mondo, la vita, il software e tutto il resto.

Stay tuned 🙂

 

AIM: molto carino come interfaccia, peccato che abbia solo il protocollo AIM e non Jabber (gTalk) e Msn. E’ installato ma penso che lo sostituirò completamente con Palringo (ne parlo dopo). Voto: 8

 

Enigmo: il gioco l’ho pagato e quindi mo’ lo tengo 😀 Apparte gli scherzi, è il gioco delle gocce che cadono che fecero vedere al Keynote. Un bel gioco di logica, ci sbatti la testa e a fare un livello ci metto anche una settimana (non gioco mica tutti i giorni e comunque non più di un dieci minuti quando capita), ma io sono uno che generalmente si stanca dei giochi difficili e questo non mi ha stancato ancora. Voto: 8

 

Facebook: l’app per il social network è fatta davvero molto bene, nulla da dire, qualcosa da migliorare volendo c’è, ma niente di fondamentale. Voto: 9

 

Guitar Toolkit: questo l’ho comprato ieri sera prima di andare in sala prove dopo 10 anni. Un ottimo accordatore, funziona davvero bene, metronomo e promemoria per accordi che magari sfuggono. Voto: 10+

 

iFob: sarebbe un social network basato su core location, se ho ben capito, ma non so perché vuole il wifi e non gli va bene il network cellulare. E comunque mi pare un po’ una cazzata di applicazione. Mah. Voto: 3

 

iPint: giusto perché è gratis 🙂

 

Karajan Beginner: applicazioncina per ripassare nozioni di musica, armonia e via discorrendo. Sono curioso della versione a pagamento, questa gratuita comunque aumenta la curiosità, e mi pare un’app fatta bene. Voto: 9

 

Match: giochetto di memory quando non c’ho un cacchio da fare, senza infamia e senza lode. interfaccia un po’ orenda. Voto: 5

 

Midomi: una di quelle app che dicono che capiscono la musica cantandola o facendogliela sentire dallo stereo. Dalle prove che ho fatto non ha riconosciuto una mina. Però è gratis e per il momento resta lì. Dovrei dedicargli più tempo forse, quindi non abbasso troppo il voto. Voto: 5

 

Mocha VNC Lite: installata per curiosità (è gratis, come la maggior parte delle app che ho sull’iPhone): è un po’ pretenzioso provare a remotare una macchina dall’iPhone, ma chissà magari qualcuno ci riesce ed è solo questione di allenamento. Tanto alla fine anche se fosse perfetta non so quanto la userei. Per il momento resta lì, ma se la disinstallassi oggi non me ne accorgerei per i prossimi 10 anni :-). Voto: 4 perché comunque è un po’ difficile remotare così un mac. IMHO va rivoluzionato il concetto: non far apparire il desktop, o almeno non solo, ma comunque inventarsi una nuova interfaccia per cliccare, abbassare i menu e via discorrendo.

 

Myspace Mobile: sorprendente, visto che viene dalla casa myspace che è nota per lasciare libero sfogo alle pessime abitudini dei suoi abitanti quanto a interfacce delle pagine. Quest’app invece è molto ordinata, ed esplorare i profili è più comodo che sul sito web originale, perché appunto sono ripuliti da tutto il merdume che gli utenti installano. Ottimo sviluppo del concetto, secondo me. Altri l’avrebbero fatto peggio. Voto: 8.

 

Nearby: altra app basata su core location. Ma l’ho aperta solo una volta e già ho visto che le mappe sono più elaborate di quelle di gmaps, il che mi fa pensare al traffico dati. Il concetto sarebbe quello di farti vedere cosa c’è nei dintorni di interessante. Forse utile all’estero, ma non con le tariffe di roaming italiano. Mah, non so, ma non posso darle un voto, praticamente non la conosco. Voto. N.C.

 

NetNewsWire: aggregatore rss, si interfaccia in “push” con newsgator. Non male, ma ogni tanto incasina i feed con le notizie vecchie e quelle nuove. Non sono un power user dei feed rss, ne ho solo 3, ma boh, forse poteva essere fatta meglio? Interfaccia un po’ troppo scarna. Voto: 6

 

Palringo Instant Messenger: usato poco, ma sostanzialmente è un IM che prende gtalk, msn, aim, jabber icq e forse qualche altro protocollo. Non sembra affatto male, pare che nella prossima versione implementeranno anche la trasmissione di messaggi vocali. Chissà.

 

PhoneSaber: cazzatiella per fare finta di avere la spada laser di Star Whores. Un po’ come iPint. C’è, è gratis, resta lì 🙂

 

Remote: quest’app la conosciamo tutti perché è stata fra le prime a far successo. Stracomoda per remotare iTunes. Remotasse anche front row non sarebbe male. Mi consentirà di recuperare un vecchio powerbook da tenere fisso attaccato al tv per vedere i filmati. Ottima idea e ottimamente implementata. Voto: 10+

 

RMC: l’idea di fare apps per le radio via internet è ottima, purtroppo però anche quando si usa la connessione wifi, oltre che il 3G – quindi non è questione di velocità, l’audio arriva a saltelli, tipo a blocchi di 1 o 2 secondi. Peccato, spero che le migliorino. Forse l’unico difetto è che temo potrebbe scaricare la batteria in una mezzoretta di ascolto. Voto: 3 perché son passate due settimane dall’uscita dell’iPhone e non è uscito ancora un update per queste apps che sostanzialmente non funzionano.

Piccolo aggiornamento a riguardo: oggi (1° agosto) le apps per la radio RMC e Virgin sono state aggiornate e funzionano egregiamente anche con la connessione edge. Ottima cosa. Il consumo è di circa 1 mega/minuto. Consigliabile è chiaramente una connessione wifi per ascoltarle.

 

Shazam: ecco, questa li riconosce davvero i brani quando glieli fai sentire. E poi ti crea i collegamenti all’iTunes Store e a youtube se vuoi vedere il video del brano che gli hai fatto sentire. Ottima, funziona benone, ottima interfaccia. Ecco perché non sto dedicando tempo a Midomi. Voto 10+

 

Super Monkey Ball: lo comprai sul touch e rimasi deluso perché non era manovrabile. Riprovato sull’iPhone invece ho visto che funziona alla grande, ed è molto più manovrabile. Chissà perché, forse il touch è troppo leggero e il giochetto è tarato sull’accelerorimetro (o come cavolo se chiama) dell’iPhone. Comunque è divertente, ma non mi ha preso più di tanto (mi ha stancato, non riesco ad andare avanti più di tanto nemmeno sull’iPhone). Voto: 8 per l’idea, ma non mi ha conquistato.

 

Twinkle: altro social networking location based che non ho capito cosa ha a che fare con twitter. Idea caruccia, ma alla fine sticazzi di sapere quanti sconosciuti con l’iPhone ci sono vicino a me 😀 Penso che la toglierò presto. Voto: 7 perché fa quel che dice e gli sono stati anche dietro con un update che l’apps si chiudeva da sola. Però non mi ha conquistato.

 

TypePad: c’entra coi blog, col fatto di scrivere dall’iPhone, ma non l’ho mai usato. Voto: N.P.

 

Virgin Radio: Idem per RMC, non funzica. Voto: 3

 

WordPress: vedi TypePad, ma l’ho provato ad usare un po’ di più. L’interfaccia non è malaccio, ma si può davvero fare solo instant blogging, alla lunga è dura scrivere un post serio sull’iPhone. Credo. Dovrei essere più apprfondito nell’analisi però. Voto: 7

Fantasia, creatività

Creatività è ormai una parola che non sopporto più. Ormai tutto è creativo. Insisto nel considerare il mio lavoro creativo, per quanto abbia ultimamente più a che fare con i numeri.

Insomma anche la strategia è creativa, perdinci, e perché non dovrebbe esserlo? Possiamo considerare certe politiche commerciali, assai rare a dire il vero, poco creative? Affatto. Lo sono eccome. Certe aziende, e il loro management, si inventano davvero *qualcosa*. Può essere creativo anche un prezzo, volendo. Tutto dipende dal contesto. Oggi poi, tutto può davvero essere creativo.

Ma quando alla creatività si aggiunge la fantasia, e la meravigliosa capacità di alcune menti umane di rivoltare un concetto e di vederlo in un quadro assolutamente inaspettato, inadeguato a quello conosciuto, allora escono fuori delle idee strepitose e anche ben realizzate.

Questo video va proprio in questa direzione. La particolarità che ci salverà è che non si tratta di una pubblicità, perfortuna (e io amo le pubblicità “creative”).

Tendenzialmente

Tendenzialmente io vorrei scrivere su questo blog principalmente dall’iPhone (o dall’iPod Touch almeno per il momento). E’ che tanto pezzoni lunghi lunghi ultimamente non trovo proprio il tempo per scriverli. Poi non è certo il primo blog che apro e lascio a morire. Il mobile bloggin’ invece mi affascina, perché non ho mai modo, davvero, di fissare foss’anche uno delle centinaia di pensieri che si affacciano alla mente.

In questo mi sembra che l’iPhone potrebbe darmi un aiuto consistente. Il che potrebbe anche essere, eh.