Archivi del mese: agosto 2008

Genialità

era una vita che non lo vedevo, chiaccherando è rivenuto fuori e youtube lo ha ricacciato dalla sua pancia.

Merita, anzi stramerita!

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Giochi senza frontiere

Non mi intendo di calcio, lo dico subito. E per fortuna.

Oltretutto non sono nemmeno uno che s’intende di sorveglianze, steward, guardie, perquisizioni, diffide e via discorrendo. Ma ne sento parlare, e ho persone molto vicine a me che frequentano lo stadio e me ne dicono di ogni. Lo scorso anno sono andato all’olimpico una sola volta per una partita minore di coppa italia ed è stato davvero divertente (e ho scoperto che il calcio può esserlo!), per quanto gli steward guardassero la partita (tranne che in tribuna d’onore, dove evidentemente risiedono tutti i peggiori criminali visto che li guardavano a vista).

Tutto molto bello. Tranne che io col calcio ce l’ho a morte perché mi “sposta” la vita: mi costringe ad un adattamento a colpi di prepotenza, e mi viene l’odio.

Poi leggi questi titoli  e ti vengono le madonne, altro che odio. Pazzesco che le ferrovie chiedano ai loro clienti regolari di “trovare un’altra soluzione”. Pazzesco che tutto ciò sia accettato senza colpo ferire. Pazzesco che fin dalla prima di campionato non si prendano le adeguate misure di sicurezza.

Il calcio era già l’arte distrattiva (i circenses) per eccellenza. Ma ora peggiora sempre di più. Ora ogni domenica ci interessa più il bollettino dei morti e feriti della classifica di serie A. E la cosa che mi fa più rabbia, veleno, e che continuo a ripetere a tutte le persone (tifosi) che ho vicino, loro che col calcio si divertono, che per la Roma, o altre squadre, vivono o sospirano, è che non si incazzano, non si indignano, mai abbastanza, e di fronte alle truffe Moggiane, e di fronte allo schifo di questi tifosi che tifosi non sono o forse si, ma alla fine che cazzo ne so io?

Mi fa schifo che non si allontanino, che alla fine non si prendano la responsabilità di dire: no, cazzo, io a questo circo non partecipo. Il gioco sarebbe bello ma così non ci sto, così non voglio starci. Giocate senza di me, cazzo.

Questo mi aspetterei, da tante persone che stimo, e invece niente. Il circo è sempre lì, e loro spettatori.

Quindi, detto questo, come non essere d’accordo con questo post?

Mobile Office

Continuando a parlare di iPhone (in realtà mi sono un po’ rotto, ma non sempre, grazie al cielo, sono affetto da grafomania in altri ambiti, per quanto le cose da dire non siano poche), mi pare una notizia degna di nota.

Detto ciò voglio vedere quello che si mette a scrivere e modificare documenti “seri”, ossia per lavoro, con l’iPhone. Sono assolutamente persuaso della bontà del prodotto (l’iPhone) per la visualizzazione di documenti (oltre che per i pregi di cui s’è già parlato), ma per certe cose direi che sarebbe decisamente meglio non illudersi.

Errore 404

 

Suvvia, alle volte capita di sbagliarsi. Ma il coccodrillo apparso oggi su Bloomberg merita almeno una segnalazione.

Comunque secondo me porta bene.

 

Aggiornamento: non capisco (e se qualcuno me lo spiega lo ringrazio) per quale motivo Google già riporta un pezzo di un post di Zambardino di Repubblica.it al riguardo, quando al momento sul blog di Zambardino non ve n’è ancora traccia. Pubblico uno screenshot per rendere le cose più chiare:

 

Screenshot della ricerca su Google dell'articolo di Zambardino

Screenshot della ricerca su Google

 

Screenshot del blog di Zambardino alle 16.42

Screenshot del blog di Zambardino alle 16.42

Boh! Misteri dell’indicizzazione!

E che dire delle playlist?

Parliamo un momento della parte iPod dell’iPhone (poi la smetto, praticamente parlo solo di iPhone).

La funzione che implementerei di più, fossi in Apple, è quella di editing delle playlist. La possibilità di modificare playlist già esistenti, al momento, è infatti riservata all’amministrazione dell’aggeggio via iTunes. Sostanzialmente la parte iPod dell’iPhone è paragonabile in tutto e per tutto a quella del cugino iPod Classic e similari. Il che, dato il dispositivo, non è esattamente una genialata.

Come Apple stessa rilevò tempo fa la maggior parte degli utilizzatori di iPod e iTunes utilizzava l’iPod in modalità Shuffle (Life is Shuffle, fu lo slogan di uscita dell’iPod Shuffle, e i commentatori fecero il loro mestiere, ossia commentarono). Preso questo dato sarebbe veramente comodo “taggare” al volo i brani suonati in modalità shuffle, affinché si possa poi inserirli in playlist dedicate successivamente. Per esempio: sono un appassionato della produzione discografica fatta bene. Ci sono alcuni brani, e alcuni musicisti, che ascolto più che altro per ascoltare la qualità della produzione. Ho delle playlist in questo senso: “Wall of Sound” “missaggi interessanti” “Alan Parson” “George Martin” “Brian Eno”, etc. Quando le faccio, è ovvio, mi dimentico alcuni brani che ho sentito in modalità shuffle e che mi erano piaciuti. Il risultato è che mi devo sfogliare l’intera libreria di iTunes (che supera i 50 giga) per cercare di riperticare quel brano che m’era piaciuto, e che magari faceva parte di una raccolta di gruppi indie, quindi non facilmente rintracciabile. Taggare un brano al momento è possibile solo con la classifica, che è uno strumento un po’ limitato. Addirittura potrebbe essere possibile direttamente inserire un brano in una playlist già presente sull’iPhone, e non limitarsi alla playlist on the go.

Anche per la costruzione di playlist di genere sarebbe estremamente utile (tipo la serie “canzoni tristi” che è piaciuta ai blogger italiani ultimamente), e soprattutto faciliterebbe la vita.

So che Apple, tramite la radio digitale, avrebbe dei piani per taggare dei brani ascoltati in radio per scaricarli successivamente da iTunes Store. E’ un’ottima idea, ma andrebbe integrata già sulle vaste librerie di iTunes, sebbene mi renda perfettamente conto che l’idea del radio tag porti introiti alla Apple mentre l’editing delle playlist direttamente sull’iPhone aggiungerebbe solo una funzione, ma vabbè, peraltro almeno in Italia mi sembra decisamente più realizzabile.

In sospeso

 

Nullriver, l'azienda che produce Netshare

Nullriver, l'azienda che produce Netshare

Domani anche io me ne andrò qualche giorno in ferie, quello che lascio in sospeso:

Né la Nullriver né la Apple, hanno rilasciato comunicati riguardo Netshare, il programma per la condivisione del traffico web dall’iPhone verso il proprio computer. E’ una buona notizia solo perché non è una notizia. Il sito web della Nullriver recita:

 We’ve finally gotten in contact with Apple. Looks like the lack of communication was due to automated e-mail systems being employed on both ends, which resulted in e-mails being lost in transit. We’re working with Apple to get NetShare back up on the AppStore.

E’ già qualcosa. Innanzitutto non è un no. Penso che per settembre gli ansiosi del tethering per iPhone saranno soddisfatti. Se non fosse stato fattibile, suppongo, ce l’avrebbero già detto.

Apple non ha pubblicato il firmware 2.1, quello per cui si diceva che il gps avrebbe avuto rilevanti novità. Eppoi è stato smentito. Partirò con iPhone e TomTom One, un apparecchio in più di cui avrei potuto fare a meno.

Nessuno si è ancora inventato un’applicazione (forse non è permesso) per prepararsi delle mappe di google maps da scaricare e poi farle usare all’iPhone (per l’estero, quando il roaming costa parecchio).

Questi sono i miei due punti sospesi.

Le tariffe di roaming dati di Vodafone e TIM fanno ridere (ok, ne vogliamo sempre di più, non ci accontentiamo mai, e soprattutto già è tanto avere tariffe minimamente decenti per iPhone, lo so), soprattutto perché trovo pazzesco che nel 2008, con Schengen etc etc si consideri ancora “particolare” che uno faccia avanti e indietro con un dato paese, per lavoro o per affetto, con tutto lo scambio di schede necessario per evitare di trovarsi senza un soldo. Lo so, è un po’ una scemenza o almeno suona tale, ma mi vien da dire che l’Europa unita è anche questo, smettere di considerarsi stati separati, anche per la telefonia cellulare (no, davvero, suona troppo come una cazzata, ma non lo è, pensiamoci bene, non vorrei avere l’impressione di uscire dalla mia nazione passato il confine con la Francia o l’Austria).

Detto questo, dato uno sguardo alle statistiche del blog (c’è stato un momento che si cresceva parecchio, ma tutti cercavano tethering per iPhone, è durata solo un giorno), direi che ci si legge dopo il 20 agosto. Buone vacanze!!

Misterfool

Roma, provincia di Beirut

Dal Guardian di Agosto 2009

 

Un soldato italiano sulla tiburtina

Un soldato italiano sulla tiburtina

Roma appare livida, di mattina, al sorgere del sole. Le strade sono ancora semivuote e un’aria di pseudonormalità pretende di farla da padrona mentre la città si sveglia. Molti dei suoi abitanti ancora si recano al lavoro, la maggior parte di loro hanno fatto i bagagli in tempo, altri si chiudono in casa e vivono con i pochi soldi rimasti, spaventati come sono dai grossi fuochi lungo le strade. Viale Regina Margherita, la strada che prosegue viale Parioli e porta fino al quartiere di San Lorenzo, è interrotta a metà da barricate, più o meno all’altezza di Piazza Buenos Aires, che un tempo veniva amichevolmente chiamata Piazza Quadrata. Da una parte vi è la Roma normale, dall’altra quella che non ci sta. Il quartiere San Lorenzo è completamente isolato da quando, verso la fine di agosto dello scorso anno, risultando un quartiere in piena emergenza sicurezza, hanno provato a occuparlo propriamente con qualche colonna di carri. La cittadinanza, anche quella più anziana, si è come improvvisamente risvegliata e, rivivendo quasi le immagini dell’occupazione nazista e del quartiere ferito, come un sol uomo scese per strada per erigere barricate non appena fu dato l’ordine. Quest’isolamento, però, non potrà durare ancora a lungo. Continua a leggere