Roma, provincia di Beirut

Dal Guardian di Agosto 2009

 

Un soldato italiano sulla tiburtina

Un soldato italiano sulla tiburtina

Roma appare livida, di mattina, al sorgere del sole. Le strade sono ancora semivuote e un’aria di pseudonormalità pretende di farla da padrona mentre la città si sveglia. Molti dei suoi abitanti ancora si recano al lavoro, la maggior parte di loro hanno fatto i bagagli in tempo, altri si chiudono in casa e vivono con i pochi soldi rimasti, spaventati come sono dai grossi fuochi lungo le strade. Viale Regina Margherita, la strada che prosegue viale Parioli e porta fino al quartiere di San Lorenzo, è interrotta a metà da barricate, più o meno all’altezza di Piazza Buenos Aires, che un tempo veniva amichevolmente chiamata Piazza Quadrata. Da una parte vi è la Roma normale, dall’altra quella che non ci sta. Il quartiere San Lorenzo è completamente isolato da quando, verso la fine di agosto dello scorso anno, risultando un quartiere in piena emergenza sicurezza, hanno provato a occuparlo propriamente con qualche colonna di carri. La cittadinanza, anche quella più anziana, si è come improvvisamente risvegliata e, rivivendo quasi le immagini dell’occupazione nazista e del quartiere ferito, come un sol uomo scese per strada per erigere barricate non appena fu dato l’ordine. Quest’isolamento, però, non potrà durare ancora a lungo.

 

Dunque Roma, che non sembrava affatto in emergenza soltanto un anno fa, ora risulta veramente essere una città in pericolo, una comunità in pericolo. S’è scherzato col fuoco, lo scorso anno, a piazzare soldati ad ogni angolo delle strade, a far circolare mezzi pesanti per la città. Sebbene si pensasse che in pieno agosto nessuno ci avrebbe più di tanto fatto caso. Si sa, i militari non sono abituati a convivere con i civili. E non sono addestrati per compiti di sorveglianza urbana. E’ stato quindi un attimo, alla prima emergenza che si sono trovati a fronteggiare, che ci scappasse il morto e qualche ferito. La città non ha retto il colpo, e questo è il risultato.

Vi sono tre sindaci a Roma, e l’unico che sarebbe stato democraticamente eletto non è in grado di sopportare una situazione come questa, rivelandosi un fascista da operetta, senza autorità sui propri cittadini e compagni di partito, senza più alcuna credibilità. Gli altri due, autoproclamatisi rappresentanti del popolo risultano essere solo dei bambocci manovrati ognuno dalla propria area di riferimento.

L’ opposizione parlamentare che lasciò che l’occupazione militare delle città venisse perpetrata come fosse una semplice provvedimento di chiusura del traffico, sperperando le già esigue risorse nazionali, accettando e correndo dietro ad emergenze esclusivamente mediatiche che non corrispondevano alla realtà dei fatti, è ormai completamente fuori gioco. Se ci fosse ancora il fascismo non si preoccuperebbero nemmeno di farli fuori. Il tentativo di visita e di “tavolo di trattative” operato dal leader dell’opposizione con le poche popolazioni ribelli si è risolto con una contestazione violenta ai suoi danni, che però chi scrive si sente di poter giustificare o perlomeno comprendere. Quale parlamentare di una democrazia europea avrebbe lasciato che il proprio popolo, o almeno i propri elettori, fosse costretto a vedere scenari quali quelli che si sono trovati i romani, i milanesi, i torinesi, i napoletani una volta tornati a casa dalle vacanze? Financo negli assurdi provvedimenti dell’amministrazione americana degli ultimi anni non vi è traccia di azioni di questo tipo.

In realtà non vi è una vera opposizione, nemmeno serpeggiante nella popolazione. Questo popolo pare stremato, assolutamente non in grado di combattere per la propria libertà. Roma risulta essere l’unica città del ricco mondo occidentale in cui vige il coprifuoco, tanto è pericoloso, ormai, girare per le strade. Fra gli sciacalli che si approfittano della situazione, le forze armate e i corpi di polizia che, in uno stato di semi far west, si sentono liberi di comportarsi come meglio credono. Nessuno si ribella, però, tolto l’isolamento del quartiere di San Lorenzo tutto resta uguale, pseudonormale.

La situazione romana non interessa nemmeno il resto della nazione, preoccupata delle proprie beghe finanziarie, con l’imprenditoria dimostratasi ancora più truffaldina, che cerca di parare i colpi dell’ennesima crisi dei consumi da loro stessi provocata. Roma resterà così, fintanto che qualcuno non si prenderà le responsabilità dell’accaduto e inizierà a ricostruire, piano. Dimenticandosi, ancora una volta, di ricostruire prima i liberi cittadini, poi le strade ed i palazzi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...