La classe non è acqua

Torno a scrivere dopo un po’. E torno a scrivere piuttosto schifato.

Dunque: personalmente leggo alcuni blog, non molti per ragioni di tempo e perché veramente certe volte i blog sembrano appartenere ad un mondo tutto loro, dove l’unica cosa importante è darsi di gomito.

I blog che leggo sono: Wittgenstein, Freddy Nietzsche, Sasaki Fujika, Un posto dove appendere il cappello. Questi davvero difficilmente me li perdo quotidianamente. Poi ce ne sono alcuni altri che non elenco. Ogni tanto c’è Macchianera.

Dunque ieri apro Wittgenstein e leggo questo. Ci rimango abbastanza di merda, sebbene sia a conoscenza di certe cose (ci arrivo dopo) e me lo aspettavo. D’altra parte ascolto Sofri a Condor insieme a Bordone con vero piacere tutti i giorni, e li apprezzo senza alcun dubbio (altrimenti non li ascolterei). Tranne che per qualcosa. Oggi quel qualcosa ha veramente passato il segno, tanto che ho pensato seriamente di smettere lì la lettura di Wittgenstein. Poi so che non lo farei quindi ho preferito lasciar perdere certi proponimenti che finisco inevitabilmente con il non rispettare.

Facciamo un po’ d’ordine. La polemica tra Facci e Travaglio è la solita. Personalmente non ho alcun dubbio di schieramento. Travaglio tutta la vita. E sia perché mi piace Travaglio, e sia perché Facci no, proprio non mi piace. Che c’entra Sofri in tutto questo?

Ormai da qualche tempo sono portato a pensare che Sofri abbia un serio problema con i giudici probabilmente derivante dalle vicende del padre. Ce l’ha a morte con i giudici. Forse si dimentica che il padre è l’unico carcerato italiano che si può permettere di pubblicare editoriali a destra e a manca, ma tant’è. E questo è uno. Sofri non ha mancato più volte di definirsi di sinistra, è iscritto e penso anche cofondatore del (discutibile, non per intenti quanto per natura) circolo online del partito democratico a nome Barack Obama. Mi pare sia addirittura in direzione nazionale del PD. E’ un grande estimatore della stampa americana, del giornalista come cane da guardia del potere. Ma perché devo ritrovarmi a pensare che forse queste sono tutte chiacchere?

Due: Travaglio non è certo un garantista, senza alcun dubbio. Travaglio è evidentemente un giornalista di destra, non è una novità. D’altra parte la sua stessa scuola montanelliana lo dimostra, e mi pare che lui non nasconda di esserlo. Ma, signori, di una destra seria, una destra rigorosa, una destra che, oh, avercela! Eppure trova uno spazio a sinistra ed è odiato a destra. Perché? Perché Travaglio trova spazio sull’Unità? Non certo perché è comunista, né perché lo è mai stato. Trova spazio sull’Unità perché c’è a sinistra un certo scandalizzarsi per la quantità di vicende giudiziarie dei politici di destra ed è chiaro che questa destra disonesta non potrà mai dargli spazio su un giornale giustizialista, severo, incazzato, di destra. Travaglio mena anche a sinistra, senza farsi grossi problemi. E ha pubblicato e pubblica testi in cui mena tanto a sinistra quanto a destra. Mi pare l’unico, a tutt’oggi, giornalista politico/giudiziario che si occupa del potere senza pomiciarci (e in qualche modo sono sicuro ci pomicierà anche lui, non sono una verginella nata ieri). Tutto ciò dovrebbe essere onorevole, eppure per qualcuno no.

Personaggi collaterali: 

Luttazzi: ha lavorato con Travaglio e ha criticato la moglie di Sofri, Daria Bignardi. Le ha contestato il fatto di non aver posto al Signor Dell’Utri alcune domande sulle sue vicende giudiziarie. Dagli torto! La Sig.ra Bignardi fa la giornalista, ed effettivamente hai davanti Dell’Utri, vuoi passare per quella cattiva, quella “barbara” da cui la gente ha paura di andare perché fai domande cattive, scomode? Benone, mi aspetto una bella intervista frizzante! E invece tutta la cattiveria di cui sei capace è il giochino delle pistole alla tempia? Non credo qualcuno l’abbia mai detto, ma sono abbastanza certo che siano questi i motivi per cui Luttazzi necessità di colpi di bastone ogni volta che fa qualcosa che ha delle conseguenze (ossia per Luttazzi, altro battitore libero come Travaglio, qualunque cosa). Colpi di bastone venuti appunto dal Sig. Sofri.

E insomma Facci, berlusconiano, giornalista di un giornale berlusconiano fino alla morte, personaggio dall’aria inevitabilmente antipatica, ma senza risultare minimamente credibile (i suoi tentativi di sputtanamento delle affermazioni di Travaglio falliscono ogni volta con incredibili buchi nell’acqua, tanto da sembrare un “paperino” o il famoso coyote dei cartoni animati appresso al desiderato struzzo), viene difeso dal Signor Sofri perché? Perché il vicedirettore del giornale su cui scrive Facci (ossia il Giornale) ha scritto un articolo pienamente legittimo e condivisibile. E dagli torto! E difeso come il Facci? Con una nettissima presa di posizione:

“Nella sua ingrata battaglia contro le balle di Travaglio…”.

Aggiungendo la nota molto poco elegante della fotografia in cui l’espressione “malato di mente” sembra quasi una didascalia alla foto del direttore del giornale di Facci.

A me della polemica tra Facci e Travaglio frega un cazzo (per usare lo stile di Facci). Quello che mi frega è che un membro della direzione nazionale del PD non si renda conto che, al di là delle frustrazioni personali sue dovute ai personalissimi problemi personali del padre con la giustizia e i giudici, attualmente, in Italia, per essere di sinistra, in questa Italia, è necessario pensarla come Travaglio, nell’ottica, ossia, di una ferma condanna di atti politici indulgenti o incapaci di contrastare la criminalità. E non parlo di criminalità di strada, ma parlo proprio di quella criminalità che caratterizza notevolmente proprio la destra (e ultimamente, tristemente, anche parte della sinistra).

Il PD oggi, e i suoi membri tutti, non si possono permettere di essere indulgenti verso il malcostume generalizzato che sono sicuro il Signor Sofri conosce bene (e penso faccia schifo anche a lui) e ha l’enorme bisogno di non infilarsi nel letto di una destra (ma nemmeno uscirci insieme) che non è parte politica ma è esclusivamente un triste agglomerato di personaggiucoli (tolti alcuni in buona fede che pur ci saranno) – e a sinistra si va verso l’imitazione di questa tendenza- con qualche guaio con la giustizia. O se lo fa, cazzo, che si dimettano, che si allontanino, che vengano allontanati. Insomma: che cazzo, si prendano le distanze! Non è una parte politica avversaria e basta, è ben diverso!

E’ importante, è fondamentale, allontanarsi, prendere le distanze dai loro difensori, anche quando questi sono nostri amici nell’ambito privato, pubblicamente è necessario stabilire un tratto: no, c’è una grande differenza tra me e te, poiché altrimenti, ed è in queste cose per prime, crolla tutto il bel castello retorico costruito dal segretario Veltroni (e già sono sotto le sue macerie, ma non se ne sono accorti). 

Sono cazzate, sembrano cazzate, sono travestite da polemiche fra blogger, ma non lo sono affatto: sono, a tutt’oggi, lo specchio della società civile e della politica non ai livelli di leadership (che sono i più esposti e i più controllati dal pubblico), ma ai livelli un poco più bassi, quelli dello stare sotto braccio l’un l’altro. Sono la dimostrazione di un triste mischiume in cui si da’ tutto per buono: e Berlusconi, e Forza Italia, e il conflitto d’interessi, e Filippo Facci, e i giornali della destra, e Belpietro e via discorrendo. No, cazzo, non è così che funziona.

Ma, se volete, continuiamo a pensare che il problema sia Travaglio.

 

P.S. magari il riferimento alle vicende giudiziarie del padre di Sofri non c’entra una cacchio con l’antipatia di Sofri per Travaglio, ma non mi interessa. Forse sono tutte pippe mentali, fatto sta che questo è quel che vede una persona che si limita a mettere insieme un po’ di pezzi sparsi. E un po’ si deprime.

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2 risposte a “La classe non è acqua

  1. non so chi tu sia ma sei un figo.

  2. Beh ti ringrazio, troppo buono! 🙂
    Perchè?

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