Archivi del mese: dicembre 2008

My (old) Hits 2008

iTunesSiccome mi è piaciuta l’idea di Luca Sofri delle Hit del 2008 ho pensato che era da riprender, con tanto di link ad iTunes Store, perché per esempio io dalla sua lista qualcosa ho acquistato, che altrimenti non avrei acquistato o conosciuto.  Allora mi sono messo a configurare la playlist speciale su iTunes, ma non capisco come fare a dargli solo i brani pubblicati nel 2008 (considerando che non di tutti i dischi ho inserito il tag anno). Ho risolto chiedendogli una classifica di solo i brani che ho aggiunto nel 2008. Se non fosse che quest’anno ho fatto la Grande Riorganizzazione™ (citazione d’obbligo) della mia libreria di iTunes. E quindi un sacco di roba è stata aggiunta nel 2008, sebbene in realtà c’era anche cinque o sei anni fa.

Il risultato è un gran casino, o meglio, una playlist di roba che in massima parte è tra gli anni 70 e i 90. Nun se po’. Allora valga più che come playlist di roba recente che mi è piaciuta, facciamo – casomai ve ne fregasse qualcosa – quello che più ho ascoltato nel 2008, a prescindere dalla data di pubblicazione.

Il liberismo ha i giorni contati – Baustelle. 23 ascolti (e poi c’è tutto Amen, ma vabbè)

All my loving – The Beatles. 23 ascolti (il fatto è che in primavera l’ascolto a ripetizione)

Cherry Blossom Girl – Air. 19 ascolti

For No One – Rickie Lee Jones. 16 ascolti

Lost cause – Beck. 15 ascolti

An Avalanche of Stars – The Devastations. 14 ascolti

 Viva la vida – Coldplay. 12 ascolti (eppure sono sicuro di averla sentita più spesso di 12 volte in tutto l’anno)

Weird Fishes / Arpeggi – Radiohead. 12 ascolti

Amore fermati – Fred Bongusto. 11 ascolti (emminchia, questo non me l’aspettavo!)

Dry the rain – The Beta Band. 11 ascolti

Gravity – John Mayer. 11 ascolti

I’m not there – Sonic Youth. 10 ascolti

Supernatural, Superserious – R.E.M. – 10 ascolti

Spitting Games – Snow Patrol. 9 ascolti

Paranoid – Gus Black. 7 ascolti

e via così…

Dove vogliamo andare?

 

Evidentemente abbiamo davvero perso la bussola.

Diverse persone, nel leggere questi miei interventi su questo blog, o nell’ascoltarmi in conversazioni e in chiacchere in tre dimensioni, mi hanno chiesto per quale motivo non porti le mie istanze, o le mie riflessioni all’attenzione di qualcuno nel PD.

Al netto del fatto che più o meno credo che quello che scrivo e quello che dico non sia tanto diverso da quello che pensano, scrivono, dicono tanti altri elettori decisamente delusi (e diciamo probabilmente elettori sotto i 35 anni), al netto di tutto questo c’è da dire che da una parte l’infrastruttura PD mi sembra estremamente distante da me e non ho davvero la più pallida idea di dove andarmela a cercare.

Dall’altra non ci siamo a vicinanza anche per una certa quantità di altre questioni. Forse non sono un vero e proprio elettore del PD.

Mi considero distante da un certo genere di riflessioni che, mi pare, rifiutino di prendere atto dello stato delle cose, ossia che vi è un gran bisogno, a sinistra, di sentire una differenza di statura nella classe dirigente proposta. E che buona parte di questa statura risiede nella parola onestà, irreprensibilità, se così si può dire.

Non è che si può dire che non esiste un partito degli onesti perché adesso ci colgono con le mani nella marmellata. Serve un fottutissimo lavoro sulla classe dirigente che proponiamo al Paese, anche se questo Paese si chiama Roccacannuccia, che garantisca che le persone elette siano in grado di mantenersi su un grado molto elevato di onestà. E non c’entra niente – questa morale – con quella religiosa. E’ molto più vicina alla vita politica nella Grecia o Roma antica, per dire.

Lo dico e lo ripeto: il tratto, la grande differenza, la prima coordinata che permette a me e a tanti altri come me di sapere per chi votare è proprio questo: sapere che il mio voto andrà ad una persona che gioca la propria credibilità politica sulla possibile sua condotta civile e morale, e, chiaramente, morale. E non esiste paracadute di seggi europei. Niente di tutto questo. Chi non ci sta è fuori.

Non mi sembra così particolarmente complicato, penso ce la possa fare anche la classe dirigente del PD ad arrivare a gestire in questo modo i propri candidati.

Il pensiero in tutto questo è piuttosto lineare, e avrebbe diversi effetti collaterali. Comporterebbe il rinnovamento della classe dirigente, in maniera del tutto automatica e senza personalismi, e sarebbe un forte, un prepotente segnale verso gli elettori.

E forse potrei riprendere a votare PD, e come me tanti altri.

Quelle che suonano bene

Pubblico anche qui, dopo un intervento su un NG, una mia personalissima lista di brani Pop / Pop Rock che mi entusiasmano per la produzione più che per il brano in sé. Insomma quei brani che suonano bene, a prescindere dalla loro effettiva qualità. Chiaramente è una lista parziale, molto parziale, delle bellezze che sono state incise negli ultimi 50 anni.

Vado ad elencarla:

In Concorso:

Cherry Blossom Girl – Air

Life in Technicolor – Coldplay

Viva la vida – Coldplay

Mr Jones – Counting Crows

Sweet Jane – Cowboy Junkies (dalla colonna sonora di Natural Born Killers)

Changes – David Bowie

Enjoy the silence – Depeche Mode

Smokers Outside the Hospital Doors – Editors

Knocked Up – Kings Of Leon

Blind – Placebo

Seven Seas Of Rhye – Queen [*]

Supernatural Superserious – R.E.M

Weird Fishes / Arpeggi – Radiohead

Salto nel vuoto – Subsonica

Lasciati – Subsonica

Good Vibrations – Beach Boys

Against All Odds – The Postal Service

Grow Old With Me – The Postal Service

Baby’s On Fire – The Venus In Furs

Il cielo su torino – Subsonica

Personal Jesus – Depeche Mode

The Runner – Kings Of Leon

 

Fuori Concorso

Toxic – Mark Ronson Ft Tiggers

Do It Again – Nada Surf

Say It Right – Nelly Furtado

Love is a losing game – Amy Winehouse

And Its supposed to be love – Ayo

Please – U2

 

[*] in realtà la canzone è decisamente figa, ma penso sia una delle peggiori produzioni dei queen, i suoni risultano un po’ attufati. Eppure in qualche modo esce benone lo stesso.

Quelle fuori concorso sono quelle che proprio non mi piacciono come brani, che però quando le sento mi dico beh però cacchio sto brano è proprio ben fatto. E questo vale in particolare per Mark Ronson. Oh, mi sto dimenticando sicuramente un bel pacco di roba, soprattutto di un po’ di tempo fa, e lo sto facendo apposta, nel senso che sennò non si finisce più di compilare una playlist di questo tipo. Cioè: ci sarebbe da mettere almeno tutto Transformer di Lou Reed, e tanta altra roba. Però siccome si parla di Pop c’è  già roba che è fuori tema così (cioè non tutto quello che sta lì dentro è pop, quindi già così ho toppato).

Altra nota: i Beatles non ci sono apposta, sennò non finivo più 😀

PD non è PD

sto seguendo in diretta video (in realtà ascolto solo) la direzione nazionale del PD e ti posso dire una cosa?
questi non hanno davvero capito niente: tutti, tutti, a partire da Weltroni a chiudere con gli altri che hanno e stanno parlando. Pare una riunione anni 70, è una cosa tristissima, e non c’è un piffero di indignazione. Weltroni ha ripetuto sempre le stesse cose (o sembrano le stesse ogni volta, e magari le dice diverse) e con lo stesso tono. Uno si aspetta una riunione importante, dove il segretario destabilizza e invece no. Questi moriranno, e moriranno di stenti, se vanno avanti così.

One more thing…

Ora non posso copincollare il link visto che sono sull’iphone, ma Macity ha pubblicato un comunicato in cui Apple ci fa sapere che questo sarà l’ultimo macworld, e sarà tenuto da Schiller e non da Jobs.
i motivi e le analisi domani.
Per il momento ci sono rimasto come un cretino.

E ora fuori.

Chissà cosa fa pensare a tanti  giovani o meno giovani consiglieri del Partito Democratico che la sconfitta in Abruzzo dipenda dall’alleanza con Di Pietro (che però stranamente continua a guadagnare punti) e non dallo schifo che è venuto fuori con la scorsa presidenza. E quello che sta continuando a venire fuori. E non dallo schifo che è venuto fuori su Napoli. E non dallo schifo che è venuto fuori su Genova. E non dallo schifo che è venuto fuori su Firenze. Che faccio continuo?

Trovo che sia un po’ troppo semplice dire “non c’è due senza tre”

Quello che penso, e probabilmente la mia analisi politica è anche un po’ rozza poiché sicuramente non tiene conto di un bel po’ di cose – che o non so o non voglio sapere che è meglio – è che questo Partito Democratico ha bisogno di trasmettere un’aria completamente diversa. Anche sotto il profilo della moralità politica. S’è perso il senso della differenza fra destra e sinistra, e anche fra onestà e disonestà, tra le due parti politiche. E non basta l’alleanza con Di Pietro a ripulire le anime di queste persone.

E’ inutile sbattere le mani sul tavolo e continuare a ripetere strillando “noi siamo di sinistra”, “noi siamo onesti”. No, non lo siete. E se conosco io i motivi della disonestà anche di uomini del Partito Democratico, penso che ormai li conoscano buona parte dell’elettorato Democratico.

Ho ventotto anni e le prove tecniche di governo degli uomini del PD non mi sono piaciute affatto. Vedo la mia città, Roma, governata per 15 anni dal centrissimosinistra, e per sette dall’attuale leader del PD, distrutta, patria di centri commerciali, con quartieri dormitorio dove non è previsto tessuto urbano per creare dei cittadini e non dei consumatori. Si imita Parigi per la Notte Bianca ma non per Bercy, evidentemente costa troppo.

Questa è Roma dopo l’amministrazione Rutelli – Veltroni. E’ anche la città dell’asfalto sempre distrutto, delle buche ad ogni piè sospinto (e non ci vuole un genio per cambiare la ditta che fa la manutenzione, no?), e della discarica di Malagrotta con tutti i privilegi che ne conseguono. E chissà quante altre che non so, o non mi ricordo.

Questi uomini non hanno saputo interrompere, o anzi hanno addirittura creato, giochi di potere, e di poteri piuttosto zozzi, sono gli uomini che hanno riconfermato Di Carlo (l’assessore regionale dimissionario per i fatti di Malagrotta, che poi è stato al Comune di Roma come presidente mi pare ATAC e come assessore al traffico per anni), sono uomini che non hanno saputo portare un’idea a Roma, se non quella del rossetto al maiale attraverso i festival del cinema e le case di tutte le arti e mestieri. E lo dico essendo uno che lavora nello Spettacolo, quindi dovrei essere felice di cotanta attività artistica in città.

Non credo ad una delle parole di speranza e di positività del Sig. Veltroni, che ormai ha perso agli occhi del mondo e del suo elettorato una qualunque parvenza di credibilità, anche come leader di un partito che ormai perde pezzi dopo pochi mesi dalla nascita. La grande forza Democratica si sfarina, e più si sfarina lui insiste su questa grande forza che evidentemente, se c’è, non è in grado di esaltare, di guidare, di accentuare, di sostenere, sospingere…

Auspico un cambio di leadership di questa gente, voglio persone a cui posso credere se mi fanno lo stesso discorso di Veltroni. Voglio persone con un valore politico e di leadership, voglio persone che non abbiano fatto favori a gente di dubbia moralità. Voglio persone che anche nei fatti portino avanti un’idea di mondo differente dalla cementificazione, dai Porta di Roma, dai RomaEst e Euroma, per poi trovarci una città in ginocchio dopo una settimana o poco meno di pioggia.

La leadership di Veltroni, come dice giustamente Gilioli, non può essere ancora legittimata dalle finte primarie dello scorso anno. E’ passato un mondo nel frattempo. E’ successo di tutto. Il PD ha perso la Capitale, dove governava, di fatto, da quindici anni. Vuol dire solo una cosa: che hai lavorato male.

C’è bisogno di un atto di rinnovamento, innanzitutto, proprio per ripulire la classe dirigente ormai troppo compromessa. Compromessa è la giusta parola.

Allora potrò riprendere a votare PD. Altrimenti, nel frattempo, hanno perso anche il mio voto.

Quindi non ci affrettiamo a buttare la croce addosso a Di Pietro, che sarà rozzo, sarà furbo o populista, ma quantomeno porta avanti una politica chiara, netta e definita, anche sotto il profilo dei “valori”. Politicamente e comunicativamente, al momento, vale mille Veltroni.

P.S. Ecco, tutto questo l’ha sintetizzato, ancora una volta, perfettamente, Gilioli, in questo post.

Daje

Che forse decido di riprendere a postare..