Archivi del mese: gennaio 2009

“La Terza Roma si dilaterà sopra altri colli, lungo le rive del fiume sacro sino alle spiagge del Tirreno.”

Dunque: stamattina mentre leggevo i giornali, sfogliavo un po’ su internet e ascoltavo la radio mi erano venuti in mente due possibili post:

Il primo sulla candidatura di Bersani a segretario del PD, candidatura per quanto mi riguarda più che auspicabile, e mi sarei speso qualche parola per dire perché.

Il secondo era collegato ad un altro post di questo blog, intitolato “Fantasia, creatività”, e avrebbe riguardato un’analisi della strategia Apple riguardo iPhone e App Store, alla luce della notizia appena uscita della quota di mercato raggiunta da Apple in un mercato tanto frammentato quanto quello dei terminali di telefonia mobile.

Poi ho preso dal benzinaio, venendo in ufficio, EPolis dove si apre in prima a tutta pagina con la possibilità di un gran premio di Roma, da disputarsi all’Eur (ossia il luogo più famoso per le corse clandestine, hanno visto lungo!) e mi è venuta la depressione.

A Roma ci manca solo il gran premio, non bastano la Lazio e la Roma che ogni santa domenica bloccano la città, e almeno un’infrasettimanale in pieno orario di uscita dal lavoro. No. Ci vuole pure il Gran Premio che bloccherà un intero quartiere pieno di uffici. Mi sembra un’ottima idea. Ottima.

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Sono stanco di suonare davanti a gente che applaude per il motivo sbagliato.

Leggo. Seguo il link e ci rimango  sempre peggio.

Poi non ditemi che non si tratta di regime.

Dove indaga l’artista? L’artista si muove inevitabilmente nell’ambiguità. L’artista, quando è capace, provoca reazioni, e, soprattutto, immagina scenari. Cosa c’è di così scandaloso di una bambina di pochi anni che perdona il suo stupratore? O meglio: non è forse estremamente bello il fatto che si racconti una storia del genere? E la pedofilia – ça va sans dire – è sicuramente qualcosa di veramente schifoso, tremendo, orribile, orrendo, tremendo, e via, aggiungete voi l’attributo che preferite. Ma non è questo il punto. Non confondiamo le cose, anche se sulla confusione delle due cose vive questa gentaglia che si avventa oggi su questo brano. Immaginare un essere senza sovrastrutture – come sono effettivamente i bambini – che esprime pietas nei confronti di un vecchio, laido, che compie violenza verso di lei e nel farlo cade a terra morente. Non è una splendida immagine forte, che colpisce profondamente? Non ho ancora ascoltato il brano, né ho letto il testo, ma trovo che solo l’idea già basti per entusiasmarmi. Si, entusiasmarmi, perché l’arte prescinde dalla materia ed è pura idea. Ed è fine a se stessa, non vuole educare, giudicare, distribuire colpe. Il bello dell’arte – della musica, del cinema, del teatro e via discorrendo – quando non è ideologia, è proprio questo: si limita a dire, al fruitore lascia tutto il resto. E nell’anno in cui nella maggiore manifestazione nazionalpopolare nazionale si viene a raccontare della possibilità di guarire dall’omosessualità (nel 2009, questa cosa è ben più grave di quanto ce la vogliono far passare), eccellente dimostrazione di (tentativo di) arte ideologica (tentativo perché arte mi pare troppo), il tutto assume contorni ancora più gravi. Il regime c’è, ed è culturale. Non è semplice movimento del conservatorismo. E’ che è proprio pazzesca una semplice presa di posizione di questo tipo. Il concetto di pedofilia culturale è estremamente pericoloso. Bandiremo anche le tragedie greche, tutte composte di cose all’occhio contemporaneo orrende e tremende? Quando ci verrà detto quali storie possiamo raccontare e quali no? Quando ci verrà scritto su una bella lista quali sono i temi affrontabili da un artista? Quando la censura colpisce l’informazione è molto grave, gravissimo, ma quando colpisce l’artista il momento della fine è vicino. Pensateci.

Wii are here, for You™

Grazie a questa cosetta (meglio tardi che mai, eh!) da qualche giorno posso aprire il canale internet sulla mia Wii, andare sui miei preferiti e scegliere Youtube in versione ottimizzata per la versione di Opera caricata sulla Wii. In questo modo inserisco un artista (facciamo conto “Bruce Springsteen”) e mi godo una playlist completamente e veramente casuale di roba del suddetto artista, che magari conosco poco o niente. Insomma, pare una scemata, ma non lo è per niente

Finalmente, in un modo ancora lievemente goffo (il telecomando Wii per certe cose non è esattamente comodissimo), posso fruire di quel pezzo di internet effettivamente fruibile dal divano, dal televisore e, appunto, dal divano. Sarei arrivato a prendere una Apple Tv per avere youtube sul televisore (che perdermi nei meandri di youtube dal computer mi risulta sempre antipatico o noioso). 

La cosa che poi restituisce quel briciolo di godimento in più è che non è (come supponeva il sottoscritto) un semplice riadattamento per lo schermo televisivo, ma il fatto che passi da un video all’altro in base alla ricerca effettuata, senza rompere le palle chiedendomi chissà cosa, vuol dire una sola cosa: che qualcuno, in quel di google si è seduto e c’ha pensato.

E quando ci pensano generalmente fanno piccole cose, che poi risultano essere comodissime.

Quindi, per la gioia del rincoglionimento generale e collettivo: http://www.youtube.com/tv dalla vostra Wii o Ps3 (e intanto io cerco due parole: Michel Gondry).

Avanti c’è posto

Avanti c'è postoNon penso che ci sia mai stata tanta gente su questo blog (tutta insieme, intendo) quanta ce n’è stata oggi grazie al post e al link di wittgenstein.it.

Negli uffici di wordpress.com ancora si domandano che è successo!

Ringrazio Luca per aver pubblicato la foto e il link al mio blog (com’è solito fare). Non m’aspettavo tanto successo!

 

Ora bisognerà capitalizzare!

Dove gli atei non arrivano

L’UAAR non ce l’ha fatta, a quanto pare, a fare gli autobus con la loro proposta pubblicitaria. O non ce la farà.

Ma dove gli atei falliscono arrivano (as usual) i credenti, e questo forse spiega davvero tutto. Peraltro a Roma, dove l’UAAR per motivi di soldi aveva detto che non ce l’avrebbe fatta ad arrivare.

Ora, da ateo, posso ritenermi offeso per questi manifesti comparsi oggi a Roma nel quartiere prati? O almeno incacchiarmi un filo?

uaar1

My Zeitgeist

I termini più cercati per arrivare in questo blog, secondo WordPress.

L’iPhone mi pare la faccia da padrone:

 

 

 

 

 

 

 

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beh

oh beh, insomma, auguri di buon anno.