Dove gli atei non arrivano

L’UAAR non ce l’ha fatta, a quanto pare, a fare gli autobus con la loro proposta pubblicitaria. O non ce la farà.

Ma dove gli atei falliscono arrivano (as usual) i credenti, e questo forse spiega davvero tutto. Peraltro a Roma, dove l’UAAR per motivi di soldi aveva detto che non ce l’avrebbe fatta ad arrivare.

Ora, da ateo, posso ritenermi offeso per questi manifesti comparsi oggi a Roma nel quartiere prati? O almeno incacchiarmi un filo?

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13 risposte a “Dove gli atei non arrivano

  1. Puoi sentirti umanamente offeso per lo slogan un po’ prepotente ma, come mi sono permesso di far notare per lettera a Luca Sofri (che oggi ti ha ripreso, complimenti) l’ateismo non coinvolge il sentimento del sacro. Che piaccia o no siamo su due piani non commensurabili.
    Il sacro è il sacro, non c’entra con l’esistenza di Dio. E’ quello che si trova nel vocabolario. Volere operare una simmetria assoluta (ti offendi tu, allora mi offendo io) è sbagliato e probabilmente anche un po’ ipocrita. Le posizioni sull’esistenza di Dio le teniamo paritetiche quando ragioniamo di filosofia; gli slogan, gli autobus, il proselitismo stanno su un altro piano.
    Io non agisco per piegare la vita reale ad uno schema ideale – sarei un oltranzista -, io voglio agire per rispettare l’uomo.

    Personalmente trovo sgradevole la campagna dell’UAAR (molte campagne dell’UAAR), ma non perché prenda parte in merito alla tesi (Dio esiste o non esiste? Io personalmente non è che abbia trovato motivi molto convincenti in relazione a questo problema), ma perché osservo che una delle due ha in sé una carica distruttiva, il che deve spingere ad una certa moderazione ed anche ad un senso di opportunità, mentre l’altra non ce l’ha. E non è una discriminazione (o se vuoi sì, in senso letterale), è semplicemente una questione di civiltà, di mettere l’uomo al centro, e di buone intenzioni – che non guastano mai.

    Oltretutto non si pensi che sul web passino inosservate le migliaia di manifestazioni di disprezzo e autenticamente intimidatorie che muovono dal versante dei movimenti ateisti. Se è vero che per decenni passati – per non parlare dei secoli – non uniformarsi alla religione è stato a livello sociale un peso insopportabile e ingiusto, è altrettanto vero che per il futuro si stia approntando un rovesciamento rapido e feroce.
    Ho già vissuto diversi contesti dai quali sono uscito disgustato per l’autentica ossessione/oppressione – anche se non rivolta direttamente verso di me – per qualunque idea religiosa. E si trattava di contesti misti; tacciamo pure di ciò che si legge in certi libri e certi blog. Capisci che adesso non si può credere di sbucare fuori come dal nulla con un “innocuo” slogan.

    No, per la costruzione del futuro sinceramente non mi fido di questi signori. Troppo risentimento (sovente scopro che trattasi di gente che è stata molto a contatto con gli ambienti religiosi, alcuni anche in seminario. Io invece con i preti non ci ho mai avuto molto a che fare), troppo malanimo, ben poca serenità.

    Io poi non credo di avere usato mai in tutta la mia vita l’espressione “popolo bue”.

  2. Pingback: sul proselitismo ateo at fiore|blog

  3. Una risposta a Fabio
    Se il credente trova che l’offesa al suo sentimento del sacro sia più meritevole di tutela della mia dignità (anche atea quindi) sono fatti suoi, deriva tutto da un modo di vedere il mondo percui la sacralità viene prima dell’uomo, ma questo non lice di certo la disparità pratica di trattamento per cui io non posso mettere in discussione nulla della sua dottrina mentre invece lui sputare tutto il veleno che vuole sul mio essere ateo.
    Mi spiace a questi ragionamenti che hanno già implicito la giustificazione del doppiopesismo non stanno affatto in piedi, sono tutti da dimostrare e si dimostrano anche piuttosto poco democratici; perché altrimenti ne discenderebbe che l’ateo deve starsene zitto mentre il credente può dire tutto ciò che vuole, tanto la disparità di ciò che viene ferito è così ampia da giustificare tutto e di più a proprio piacimento.

  4. Che dire, mi trovo sufficientemente d’accordo.

  5. Pingback: Damiel » Blog Archive » Comunicazione-guerriglia divina

  6. Dio esiste… e anche i coglioni.
    Blogger (ATEO)
    Complimenti per il blog e post, fai un salto da me, magari ci si linka, sono un ateo militante.

    ITALY ITALIA
    Satira Politica

  7. L’UAAR ha speso poche migliaia di euro, se ho capito bene, per diffondere il proprio messaggio attraverso due autobus genovesi. anzi, alla fine non ha speso niente, perché la campagna è stata ritirata.

    eppure il suo messaggio, a costo zero o quasi, ha ottenuto una risonanza nazionale (in parte anche internazionale).

    ergo, una campagna pubblicitaria da manuale.

  8. nessuno a notato una differenza etica abissale:
    gli atei hanno fatto tutto in regola, hanno visto che non avevano i soldi per comprarsi la pubblicità a Roma e a Milano e hanno deciso di comprarla a Genova e quindi hanno deciso di attaccarla in un posto che si erano regolarmente comprati.
    I cristiani hanno tappezzato Roma di manifesti abusivi, attaccati su dei muri su cui non avenvano nessun diritto di attaccarci niente senza dare una lira a nessuno

  9. Ma guarda, io ci ho pensato quando ho visto i cartelloni. Ma poi, come si vede dalla foto, ho notato che erano negli spazi del comune, e quindi ho pensato che avessero pagato.
    Poi, in giro per Roma, li ho rivisti attaccati ovunque, dai muri alle transenne di lavori in corso, e allora mi sono detto la stessa cosa che fai notare te.

  10. Ma guarda, io ci ho pensato quando ho visto i cartelloni la prima volta. Ma poi, come si vede dalla foto, ho notato che erano negli spazi del comune, e quindi ho pensato che avessero pagato.
    Poi, in giro per Roma, li ho rivisti attaccati ovunque, dai muri alle transenne di lavori in corso, e allora mi sono detto la stessa cosa che fai notare te.

  11. Capito solo ora in questo blog. Perché il comune di Roma non ha denunciato e perseguito a norma di legge le affissioni abusive dei Cristiano Riformisti? Perché ormai comanda lo stato della Città del Vaticano e lo Stato Italiano, che dovrebbe essere laico (sic), ha abdicato! Questa è la realtà.

  12. @Nemesi

    Sei fallace, hai usato un pendio scivoloso.
    Esistono dei gradi nelle cose che tu hai completamente piallato pur di rigettare tutto. Le tue paure sulla democrazia poi sono abbastanza fuori luogo perché nel mio ragionamento non c’è nulla che voglia essere fonte di diritto: si parla di cultura, si parla di convivenza civile.

    A me sembra che sia tu che stia cercando di preservare il tuo diritto all’offendere, al ferire, all’avvelenare con questa riduzione – ripeto – fallace.
    Non preoccuparti, nessuno vuol togliertelo.

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