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Pronti.

Mi sono abbonato a Wired italiano, come spiega il badge qui accanto alla colonna.

Non mi è ancora arrivato, ma vabbè arriverà (sempre che non mi freghino la copia – siamo pur sempre a Roma).

Però intanto ho letto questo pezzo di wittgenstein, e l’ho trovato molto bello: retorico, ma bello. Anzi: retorico *e* bello.

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Sono stanco di suonare davanti a gente che applaude per il motivo sbagliato.

Leggo. Seguo il link e ci rimango  sempre peggio.

Poi non ditemi che non si tratta di regime.

Dove indaga l’artista? L’artista si muove inevitabilmente nell’ambiguità. L’artista, quando è capace, provoca reazioni, e, soprattutto, immagina scenari. Cosa c’è di così scandaloso di una bambina di pochi anni che perdona il suo stupratore? O meglio: non è forse estremamente bello il fatto che si racconti una storia del genere? E la pedofilia – ça va sans dire – è sicuramente qualcosa di veramente schifoso, tremendo, orribile, orrendo, tremendo, e via, aggiungete voi l’attributo che preferite. Ma non è questo il punto. Non confondiamo le cose, anche se sulla confusione delle due cose vive questa gentaglia che si avventa oggi su questo brano. Immaginare un essere senza sovrastrutture – come sono effettivamente i bambini – che esprime pietas nei confronti di un vecchio, laido, che compie violenza verso di lei e nel farlo cade a terra morente. Non è una splendida immagine forte, che colpisce profondamente? Non ho ancora ascoltato il brano, né ho letto il testo, ma trovo che solo l’idea già basti per entusiasmarmi. Si, entusiasmarmi, perché l’arte prescinde dalla materia ed è pura idea. Ed è fine a se stessa, non vuole educare, giudicare, distribuire colpe. Il bello dell’arte – della musica, del cinema, del teatro e via discorrendo – quando non è ideologia, è proprio questo: si limita a dire, al fruitore lascia tutto il resto. E nell’anno in cui nella maggiore manifestazione nazionalpopolare nazionale si viene a raccontare della possibilità di guarire dall’omosessualità (nel 2009, questa cosa è ben più grave di quanto ce la vogliono far passare), eccellente dimostrazione di (tentativo di) arte ideologica (tentativo perché arte mi pare troppo), il tutto assume contorni ancora più gravi. Il regime c’è, ed è culturale. Non è semplice movimento del conservatorismo. E’ che è proprio pazzesca una semplice presa di posizione di questo tipo. Il concetto di pedofilia culturale è estremamente pericoloso. Bandiremo anche le tragedie greche, tutte composte di cose all’occhio contemporaneo orrende e tremende? Quando ci verrà detto quali storie possiamo raccontare e quali no? Quando ci verrà scritto su una bella lista quali sono i temi affrontabili da un artista? Quando la censura colpisce l’informazione è molto grave, gravissimo, ma quando colpisce l’artista il momento della fine è vicino. Pensateci.

Dove gli atei non arrivano

L’UAAR non ce l’ha fatta, a quanto pare, a fare gli autobus con la loro proposta pubblicitaria. O non ce la farà.

Ma dove gli atei falliscono arrivano (as usual) i credenti, e questo forse spiega davvero tutto. Peraltro a Roma, dove l’UAAR per motivi di soldi aveva detto che non ce l’avrebbe fatta ad arrivare.

Ora, da ateo, posso ritenermi offeso per questi manifesti comparsi oggi a Roma nel quartiere prati? O almeno incacchiarmi un filo?

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La classe non è acqua

Torno a scrivere dopo un po’. E torno a scrivere piuttosto schifato.

Dunque: personalmente leggo alcuni blog, non molti per ragioni di tempo e perché veramente certe volte i blog sembrano appartenere ad un mondo tutto loro, dove l’unica cosa importante è darsi di gomito.

I blog che leggo sono: Wittgenstein, Freddy Nietzsche, Sasaki Fujika, Un posto dove appendere il cappello. Questi davvero difficilmente me li perdo quotidianamente. Poi ce ne sono alcuni altri che non elenco. Ogni tanto c’è Macchianera.

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Se, lallero!

Prima parte del post, di servizio: scrivo poco ultimamente. Ed è un fatto. Questo effettivamente dipende anche dal fatto che scrivere per me è uno sforzo (come per molti), non nel senso intellettuale, ma nel vero senso dello scegliere l’argomento, per evitare di essere ripetitivo e dire cose già dette dal 90% dei blogger d’Italia o del mondo (o della blogosfera, che sarebbe poi quella sfera che ci viene rotta ogni volta che leggiamo le stesse polemiche su innumerevoli blog differenti, da ‘na parte e dall’altra). Quindi mi tocca scegliere e prima di scrivere, non usando il blog come il mio vomitino e sfogo di frustrazioni personali, la scelta a volte è difficoltosa. In realtà scrivo poco anche perché ho molto da fare, e non è necessariamente una cosa negativa. Perdonatemi se ogni tanto passano diversi giorni senza che io non pubblichi una riga.  

Ho veramente parecchie cose da dire e non so se spiattellarle in diversi post, forse sarebbe meglio.

Un piccolo sommario: Microsoft ha fatto una campagna azzeccata, che linkiamo qui sotto (metto un solo spot ma qui potete vederli tutti e tre), perché ha ribaltato il campo rispetto ad Apple. Erano più di vent’anni che non succedeva, nel senso che non è mai successo, ed è chiaro che dipende molto dal fatto che Apple è in una fase molto positiva. La concorrenza genera creatività, genera prezzi più onesti per i consumatori, genera un mercato “divertente”. Tutti ci guadagniamo, con la concorrenza, e addirittura Microsoft riesce ad apparire simpatica.

In occasione della Blogfest la blogosfera ombelicale italiana s’è messa a polemizzare su una scemenza detta da un direttore creativo di una multinazionale di comunicazione (se ho ben capito) – direttore creativo che fa ancora presentazioni in powerpoint che manco in un convegno d’avvocati e che ha un fascino nel parlare che riesce ad essere noioso dopo venti secondi, inoltre sembra un luogo comune vivente appena uscito dagli anni 80) – e un altro geniaccio che gli ha risposto. Una polemica fra persone intelligenti a quanto pare. Il risultato è stato che altre persone, la cui intelligenza non è in discussione, non si sono limitati alla cronaca ma si sono aggiunti alla polemica parteggiando per l’uno o per l’altro, arrivando anche a spostare l’argomento di discussione perculando uno dei due per le sue scarse capacità linguistiche peraltro da lui vantate (sta cosa a Bordone non gliela perdono proprio, perché il personaggio resta ridicolo ma non si parlava d’altro rispetto a lui? E’ un po’ come dire a qualcuno che comunque lui di astrofisica non sa nulla sebbene dica di saperne: se l’obiezione da lui sollevata non c’entra con l’astrofisica che cazzo ce ne frega a noi delle sue capacità di scrutare l’universo?) E quindi giù a polemizzare e ad annoiarci. Peraltro la cosa è anche peggiorata in questo post dove sostanzialmente – chiudendo i commenti  – non si sa se apostrofa a sfigati tutti i partecipanti alla polemica, quelli che lo hanno criticato, la blogosfera (quella rotta) tutta, o chi altro. Non m’è parso uno splendido gesto. Capisco il rodimento ma nella polemica ti ci sei messo tu, e ti tocca subirne le conseguenze: “è il web 2.0, babe”. Dico questo non perché penso che Bordone sia uno stronzo, ma semplicemente perché m’è spiaciuto, non m’è sembrato il proprio il migliore dei gesti possibili. Non voglio nemmeno sapere se è amico della Lucarelli o di qualcun altro, che già ogni tanto a leggere certi blog e a conoscere certe amicizie vien la voglia di vomitare a vedere come taluni – non parlo di Bordone – non cerchino altro che di difendere il loro orticello costruito con anni di amicizie e relazioni intessute. Questo mi aspetterei da persone intelligenti – poiché lo sono intelligenti – ma evidentemente navigo nella mia ingenuità.

Ultima delle cose che ho notato: ma Attivissimo, il Disinformatico, fa disinformazione? No perché tempo fa ho ascoltato una puntata del suo podcast in cui parlava del problema dello store musicale di yahoo che ora chiude e che lascia i suoi acquirenti senza alcuna possibilità di continuare ad ascoltare gli mp3 acquistati. Yahoo ha consigliato di masterizzare gli mp3. Attivissimo in radio ha detto: “ma scusate prima non era pirateria?”. Attivissimo, ti stimo e di molto soprattutto per il tuo lavoro contro quel filmaccio che è Zero (e ho avuto modo di dirtelo al volo lo scorso anno alla Festa del Cinema di Roma), ma quando mai è stata pirateria masterizzare gli mp3 acquistati? Non conosco nello specifico la licenza di Yahoo, ma per quanto riguarda iTunes per esempio puoi masterizzare per ben 5 volte una playlist in quell’ordine (quindi un album, che ha chiaramente un ordine stabilito) e infinite volte in infiniti ordini differenti. Di che parli allora?

Ma non finisce qui: ho ascoltato altre puntate del suo podcast e anche lì non ho avuto modo di rimanerci sempre benissimo. Ho notato un’altra cosa, riguardo Apple e iPhone. Nella puntata del 16 o 17 settembre parla dell’uscita del firmware 2.1. Cosa dice? Dice che Apple ripara varie falle tra cui quella che permetteva di scavalcare il PIN (notare il PIN) e accedere ai contatti etc etc. A quanto ne so io, ma potrei sbagliarmi, quella falla permetteva di scavalcare non tanto il PIN, quanto il codice di blocco che si imposta sull’iPhone che è diverso dal PIN dell’accensione. Potrei sbagliarmi eh, ma ovunque non ho mai letto di PIN scavalcati. Purtroppo ho aggiornato l’iPhone e non posso verificare replicando il bug con il PIN.

Quest’è. In realtà avrei molto da dire anche sul mio giro francese, se ci riesco entro il w/e, altrimenti la prossima settimana.